Ex Claudia nel degrado, Aprilia Possibile: “Come far morire la cultura”

Archivio Politica  

Pubblicato 20-03-2017 ore 12:19  Aggiornato: 28-03-2017 ore 12:12

E’ polemica sullo stato in cui versa il Polo Culturale di Aprilia, quello appena restaurato presso l’ex Claudia. Il Gruppo di Aprilia Possibile torna sull’assenza di una gestione che possa valorizzare il patrimonio culturale del territorio.

“Sono passati anni da quando la struttura dell’ex Claudia è stata fatta oggetto di una ristrutturazione, che ha trasformato il sito nel Polo Culturale di Aprilia. – Commentano Daniele Natalizia e Roberto Fiorentini – Peccato però che dopo anni dall’intervento, l’amministrazione comunale non abbia ancora stabilito come gestire lo stesso Polo Culturale. La modalità di gestione ed i criteri di assegnazione degli spazi andavano stabiliti già durante l’opera di ristrutturazione, per fare in modo che l’edificio e le attività culturali decollassero immediatamente.

Che cos’è invece oggi questo Polo Culturale? Semplicemente un contenitore vuoto, abbandonato a sé stesso.

L’ingresso alla struttura, con il lampione storto e senza illuminazione, il palo sradicato con il cartello della dogana appoggiato provvisoriamente all’albero, dà già un segnale di abbandono. Entrando, si possono ammirare l’erba incolta al posto di composizioni floreali, immondizia, spiazzali vuoti, due vecchi carri di carnevale parcheggiati lì.

E se qualcuno si chiedesse dove sono finite le casette di legno che sono rimaste posizionate in piazza fino agli inizi di febbraio, ecco, sono state parcheggiate anche queste lì, per metà smontate.

Per non parlare della struttura stessa: per l’esterno è stato utilizzato un legno da interni, già danneggiato dalle intemperie; i battiscopa esterni si sono in parte smontati; le porte, che per una ragione di sicurezza dovrebbe aprirsi verso l’esterno, si aprono verso l’interno della struttura.

Senza considerare che una parte dell’edificio è un cantiere ancora aperto, con due porte sbarrate praticamente da una scopa di legno.

Tutto questo non soltanto ci conferma la trascuratezza in cui versa la nostra città, che abbiamo più volte avuto modo di denunciare e che non ci risulta quindi un dato nuovo. Ci fornisce in più un buon metro di misura per considerare l’attenzione dimostrata in questi anni dall’amministrazione comunale per la Cultura della nostra città: praticamente nulla, in particolar modo se paragonata a quella riservata alle continue colate di cemento.

Non si può far finta di niente. Gli anni passano e la nostra comunità soffre sempre più la mancanza di spazi in cui poter manifestare e far crescere una fiorente vivacità culturale, mentre la città assume sempre più il colore grigio della cementificazione”.

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