“Le Radici del Tempo”: allo Spazio Comel di Latina la mostra di Massimiliano Drisaldi.

Archivio Spettacolo e Cultura  

Pubblicato 07-03-2017 ore 11:01  Aggiornato: 26-03-2017 ore 20:45

“Le Radici del Tempo”: questo il titolo della mostra dell’artista apriliano Massimiliano Drisaldi che sarà inaugurata sabato 11 marzo alle 17.30 presso lo “Spazio Comel” di Latina. Si tratta di ua rappresentazione poetica del territorio e dell’uomo: la mostra raccoglie alcune opere di Drisaldi del periodo 1975-2008 e si può visitare sino al prossimo 26 marzo, tutti i giorni dalle 17.00 alle 19.30. L’ingresso è libero.

L’introduzione critica è di Roberta Sciarretta. Il catalogo della mostra è impreziosito da alcuni componimenti inediti della scrittrice Rosa Manauzzi, dedicati ai personaggi di Drisaldi, che verranno letti durante il Vernissage dall’attore e regista Nino Bernardini.

La mostra è simbolicamente la conferma di un progetto iniziato cinque anni fa, con la prima edizione del Premio COMEL, ormai prestigioso premio internazionale d’arte contemporanea, a cura dei fratelli Mazzola (titolari dello Spazio omonimo), che si tiene annualmente a Latina. La prima edizione, nel 2012, nata subito dopo aver creato la galleria d’arte Spazio COMEL, in via Neghelli, vide come primo vincitore proprio il Maestro incisore Massimiliano Drisaldi (Roma, 1939).

La perizia e la lunga esperienza, che ne fanno uno dei più grandi incisori italiani (tante sono le mostre dalla metà degli anni ’70 sia in Italia sia all’estero), è riconoscibilissima anche per una devozione assai spiccata per il territorio romano e pontino. A questi ha dedicato gran parte delle sue opere, tra ritratti e paesaggi in cui ama sottolineare sia il tempo inteso come segno inciso sui volti sia i dettagli storico architettonici, e anche le mutazioni naturali delle città. Il suo è un credo che si avvale di un respiro spirituale, mai religioso in senso ortodosso, che scorre lungo tutte le vie che ama evidenziare attraverso l’arte: le rughe dei visi di uomini e donne incontrati nei paesi, le linee dei campi, le radici della storia che si riflettono poeticamente nel presente, come ricordo, forse anche nostalgia, trascinando nel qui ed ora un’emozione vissuta e mai dimenticata.

Le radici affondano nella pelle come nella terra, raccontano quotidianità che attendono di essere raccolte. I segni sono sempre stati lì in attesa della mano dell’artista, che ora li incide per riportare alla luce l’autentica finalità dell’uomo: il sentimento dei momenti semplici di un tempo mai del tutto andato. Un sorriso, una chiacchierata tra amici, uno sguardo rivolto a ciò che è stato, una postura che tende verso l’andata o il ritorno. Le acqueforti di Drisaldi sono richiami alla memoria, ri-umanizzazione urbana, attraverso il legame con la terra.

Info: www.spaziocomel.itinfo@spaziocomel.it.

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