M5S, sindaco Anzio nega sala Comune per convegno Anti-Mafia

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Pubblicato 19-04-2017 ore 17:27  Aggiornato: 26-04-2017 ore 17:24

“Parlare di legalità ad Anzio? Per il sindaco Luciano Bruschini di Forza Italia non si può, almeno nella sala del Comune, con il primo cittadino di centrodestra che tramite facebook attacca il primo cittadino 5 stelle di Nettuno, il giornalista del “Fatto” Andrea Palladino, portavoce e attivisti M5S” lo denunciano i senatori M5S Luigi Gaetti, vice presidente della Commissione antimafia e la senatrice Elena Fattori che annunciano una interrogazione parlamentare sul caso.

“ Bruschini ha respinto la richiesta di uno spazio pubblico presentata dai gruppi locali del M5s e di Sinistra italiana che chiedevano di poter parlare di mafia in una zona dove è attiva una delle locali di ‘ndrangheta più pericolose del Lazio è stata respinta, senza nessuna giustificazione ufficiale” spiegano Gaetti e Fattori rilanciando la denuncia del Fattoquotidiano.it che ha riportato gli insulti subiti dal suo cronista.

“Ad annunciare il diniego un giorno prima della comunicazione formale inviata via posta certificata agli organizzatori dell’evento – denunciano Gaetti e Fattori – è stato un editore locale, Agostino Gaeta, già condannato in primo grado in concorso d’abuso d’ufficio, che ha riportato sulla sua bacheca facebook una frase attribuita al sindaco Anzio, “fatevela a Nettuno la legalità”. Sono fatti inaccettabili e non è la prima volta che accadono” attaccano i senatori M5S.

“Nello stesso post Gaeta attacca anche il collaboratore del Fatto quotidiano Andrea Palladino, autore di diverse inchieste sulle mafie nel sud del Lazio e invitato come relatore all’incontro” continuano gli esponenti M5S riportando le frasi incriminate ( “L’antimafia parolaia, tra cui il Palladino e Il Fatto quotidiano – ed il codazzo solito chiedono al comune una sala”; per poi aggiungere subito dopo: “Hanno invocato anche l’aiutino dell’esperto in dossieraggio Andrea de Il Fatto” e ancora ).

“Questi ominicchi e viperelle – ha poi scritto il sindaco di Anzio Bruschini sul profilo Facebook, commentando le interrogazioni parlamentari e la richiesta della sala per l’incontro sulle mafie – sono a conoscenza che non spetta alla politica la gestione degli appalti pubblici?”. “Nel 2015 una sentenza del Gip di Roma Giacomo Ebner ha indicato la zona di Anzio e Nettuno come infiltrata da diverse ’ndrine, dove è garantita “una sorta di immunità e tranquillità ambientale per la gestione degli affari illeciti” “ denunciano Gaetti e Fattori.

“Angelo Casto subito dopo le elezioni ha chiesto il commissariamento del gestore dei rifiuti – società raggiunta da una interdittiva antimafia, scelta dalla precedente giunta guidata dal Pd e negli stessi giorni veniva colpito da una campagna stampa di una testata locale, di proprietà dell’editore Agostino Gaeta. Attacchi poi estesi a Palladino e tutti coloro che ad Anzio e Nettuno sono ritenuti vicini al giornalisti”.

“Il 21 settembre come Movimento 5 Stelle – spiegano Gaetti e Fattori – abbiamo presentato una interrogazione parlamentare al ministro dell’interno chiedendo di verificare “la sussistenza dei presupposti per l’applicazione al comune di Anzio degli articoli 142 e 143 del TUEL, di cui al decreto legislativo n. 267 del 2000, relativi allo scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazioni mafiose”. “Tra i diversi episodi segnalati vi sono alcuni affidamenti di lavori da parte dell’amministrazione comunale di Anzio alla “CSI (Centro servizi immobiliari) di Domenico Perronace, nipote del consigliere di maggioranza Pasquale Perronace, nonché di Nicola Perronace, personaggio imputato nel processo contro il clan dei Gallace per associazione a delinquere di stampo mafioso e sequestro di persona a scopo di estorsione. Recentemente Nicola Perronace è deceduto”. I senatori M5S ricordano come “l’assessore di Anzio Patrizio Placidi risulterebbe rinviato a giudizio per voto di scambio e indagato nell’inchiesta della DDA denominata “caro estinto”, in cui sono coinvolti i proprietari della ditta funebre Taffo, vicini alla famiglia Primavera, molto attiva nelle attività di traffico di stupefacenti nella periferia romana. Dal Ministero degli Interni ancora nessuna risposta”.

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