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Politica
Elezioni primarie dell’Unione a Nettuno. Preoccupa la candidatura a sindaco di Remigio Aimati.
16-01-2008stampa invia pdf

Il coordinamento Antimafia di Anzio e Nettuno esprime preoccupazione: "Aimati risulta tra i soggetti ‘attenzionati’ dalla commissione d’accesso che ha portato allo scioglimento del consiglio comunale di Nettuno".


Elezioni primarie dell’Unione a Nettuno. Preoccupa la candidatura a sindaco di Remigio Aimati.

Elezioni primarie dell’Unione a Nettuno. Il coordinamento Antimafia di Anzio e Nettuno lancia un grido di preoccupazione per la candidatura a sindaco di Remigio Aimati per lo schieramento di centro sinistra. “Aimati oltre, ad aver a lungo militato nel centro destra come stretto collaboratore dell’ex assessore dell’Udc di Nettuno, Gianni Cancelli, - spiega il presidente dell’associazione, Edoardo Levantini - risulta tra i soggetti ‘attenzionati’ dalla commissione d’accesso che ha portato allo scioglimento del consiglio comunale di Nettuno per gravi condizionamenti da parte della criminalità organizzata. Il lavoro della commissione – spiega Levantini - ha portato a svelare i legami tra esponenti politici di primo piano del centro destra, imprenditori ed esponenti della criminalità organizzata con il “pallino” per le speculazioni immobiliari”. “La città di Nettuno – ha aggiunto il vicepresidente del coordinamento, Daniele Audoly - ha bisogno di spezzare queste contiguità con la malavita organizzata, la politica deve lavorare per la trasparenza e la legalità della macchina amministrativa”.

“Scrive a tal proposito il Tar di Roma (sentenza 934/06): quanto al settore dell’urbanistica e dell’edilizia, precisato che ‘il controllo sul territorio per l’attività di contrasto all’abusivismo edilizio si svolge quasi esclusivamente sulla base degli esposti’, si evidenzia: a) che l’amministrazione aveva “rilasciato titoli concessori prevalentemente in variante al piano regolatore”, apparendo la concessione “in alcuni casi […] strumentale a favorire operazioni di lievitazione del prezzo dell’immobile o ad incrementare l’attività di società di costruzione vicine ad esponenti della criminalità organizzata locale”; b) in altri casi, che “i passaggi di proprietà dei terreni oggetto di concessioni edilizie e le conseguenti volture del titolo concessorio [apparivano] unicamente finalizzati ad evitare il decorso del termine di scadenza della concessione o ad aspettare l’approvazione delle varianti al piano regolatore generale per sanare eventuali abusi edilizi. Anche in tali casi, beneficiari delle procedure dilatorie figurano soggetti contigui ad ambienti criminali”.

“Questi legami – aggiunge il vice presidente del Coordinamento, Daniele Audoly - sono stati confermati anche dalla recente sentenza del consiglio di stato che ha confermato lo scioglimento del consiglio comunale di Nettuno. La città di Nettuno ha bisogno di spezzare queste contiguità con la malavita organizzata, la politica deve lavorare per la trasparenza e la legalità della macchina amministrativa. Occorre uno sforzo da parte di tutte le forze politiche, occorre un passo indietro di tutti coloro i quali facevano parte della maggioranza del consiglio comunale di Nettuno e di tutti coloro i quali si sono resi protagonisti di ‘torbidi’ affari immobiliari per il bene della città di Nettuno e di tutti i nettunesi onesti. Da parte nostra nelle prossime ore denunceremo questa gravissima situazione agli organi istituzionali e politici”.

 

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