radio
radio
 Home
 La nostra storia
 Lo staff
 Frequenze
 Pubblicita'
 Programmi
 Contatti
 Gioca con noi
 Policy Privacy
 
live
 
DEDICA SMS 388.093.93.93
DEDICA SEGR. TEL. 06/92.83.421
 radio
irs
 Trovacinema
 Cartoline virtuali
 Foto
 studio93rss
 Che tempo fa
 Newsletter
 Music Links
 Info Concerti
 Guestbook
 Borsa
 Invia un'e-mail

Politica
La Regione Lazio approva la legge sul reddito minimo di cittadinanza.
05-03-2009stampa invia pdf

Una legge a sostegno dei disoccupati, gli inoccupati ed i precariamente occupati.


La Regione Lazio approva la legge sul reddito minimo di cittadinanza.

Il Consiglio regionale del Lazio ha approvato, ieri, a maggioranza la legge sul reddito minimo di cittadinanza, a sostegno dei disoccupati, gli inoccupati ed i precariamente occupati. Il documento è stato approvato con 32 voti a favore, 4 contrari e 2 astenuti. “Con l’approvazione della legge sul reddito minimo garantito questa Amministrazione centra uno dei principali obiettivi, che si era posta ad inizio legislatura, nell’ambito delle politiche di welfare e del lavoro”. A parlare, è l’assessore al Lavoro, Pari opportunità e Politiche giovanili della Regione, Alessandra Tibaldi. “Il voto di astensione espresso da Forza Italia e Udc – dice - indica che anche da alcuni settori dell’opposizione viene riconosciuto il valore strategico della legge all’interno delle politiche attive del lavoro predisposte dalla Giunta regionale”. “Una scelta concreta in difesa dei disoccupati e dei precari duramente colpiti dalla crisi economica. - commenta Enrico Fontana, Capogruppo della Sinistra al Consiglio regionale del Lazio - I quaranta milioni di euro stanziati dalla legge, di cui 20 per il 2009 - serviranno a garantire le fasce sociali più esposte al tracollo dell’economia”.

“Le politiche per il lavoro meramente ‘passive’ da sole non sono sufficienti. Ad esse vanno necessariamente affiancate politiche ‘attive’, che prevedano l’attivazione in prima persona del beneficiario delle politiche sociali, coniugando reddito e progetti di integrazione socio-lavorativa, come indicato dalla Strategia di Lisbona” ha dichiarato Giuseppe Celli, capogruppo regionale della Rete socialista, intervenendo anche lui al dibattito sull’approvazione della legge sul reddito minimo garantito. “La grave crisi finanziaria ed il crescente problema della disoccupazione, mostrano chiaramente le lacune dei sistemi di protezione sociale di natura puramente assistenziale. Un modello da superare, - sostiene - considerando un nuovo modo di affrontare la lotta alla povertà e all’esclusione sociale, non più incardinato sulla vecchia impostazione di protezione passiva del cittadino.

L’obiettivo primario – ha detto - deve essere quello di rendere autonomo il beneficiario dalla dipendenza dal welfare. In Europa gli schemi maggiormente diffusi si contraddistinguono per una grande attenzione all’inclusione sociale e all’inserimento attivo del cittadino, come obiettivo ultimo di un sistema di welfare di ‘piena indipendenza’.

“Per questo – ha concluso Celli - preferisco parlare di ‘reddito di inclusione sociale’, piuttosto che di ‘reddito garantito’. Un sistema, cioè, che ponga al centro la valorizzazione del cittadino, attraverso la coniugazione di meccanismi di assistenza a percorsi di formazione continua. Al diritto al reddito minimo, corrisponde il ‘dovere sociale’ da parte del beneficiario ad attivarsi.” ha concluso.

 

  Ora esatta: 10:47
  Ven 03 Settembre 2010
  Home Page | News | Storia | Pubblicitá | Newsletter | Contatti |
  © Studio 93 2003 È vietata la riproduzione, anche parziale, dei contenuti
e delle immagini senza autorizzazione.
  Web Design by Diction