Nella foto La protesta dei dipendenti
Confermata la chiusura della Nexans di Borgo Piave. La decisione è stata ribadita ieri durante un vertice presso il Ministero dello Sviluppo Economico. Si mette così la parola fine a 50 anni di storia industriale del capoluogo pontino. Nella riunione di ieri sono state prese in esame anche le prime ipotesi di riconversione del sito di Borgo Piave. L'azienda ha assicurato che "tutti i dipendenti verranno riassorbiti", ma sia i sindacati che i lavoratori si dimostrano scettici. Scattano intanto le mobilità e la cassa integrazione. "Ci aspettiamo- dichiara Alessandra Crociara Rsu Nexans- garanzie anche per i trasferimenti presso Milano e Battipaglia , che sono sembrati più che una opportunità lavorativa una scusa per licenziare il personale in prevalenza femminile e a part-time. Vogliamo che Nexans prenda in considerazione forme di lavoro alternative quali il Tele Lavoro, qualora non ci fossero i presupposti chiediamo la possibilità di accedere insieme agli altri lavoratori Nexans agli Ammortizzatori sociali." Christian Della Portella RSU Nexans dichiara: "chiediamo a Nexans vista la grave situazione del nostro territorio di integrare la CIGS con un pacchetto economico che garantisca i redditi di tutti i Lavoratori inoltre auspichiamo che questo periodo di CIGS possa servire per trovare nuovi imprenditori che siano seriamente interessati alla produzione di cavi" Continua Il segretario Valiani:" ringraziamo le istituzioni che hanno preso a cuore la Vertenza Nexans e a loro chiediamo ancora una volta di fornire tutti gli strumenti di sostegno per l' occupazione e di fare da garante su questa delicatissima Vertenza, l' appuntamento è per lunedì 26 luglio '10 in regione lazio per discutere degli ammortizzatori sociali." Mentre il prossimo appuntamento è per il mese di settembre 2010, presso il Mise alla presenza delle sigle sindacali per valutare i nuovi progetti di reindustrializzazione. |