“Il Palato della Memoria”, l’ultimo libro di Roberto Campagna ad Aprilia

Archivio Spettacolo e Cultura  

Pubblicato 20-03-2017 ore 17:49  Aggiornato: 26-03-2017 ore 17:47

Dodici racconti in bilico tra presente e passato. E’ il contenuto de “Il Palato della Memoria”, l’ultimo libro di Roberto Campagna, che sarà presentato domenica 26 marzo alle 17,30 ad Aprilia, presso l’Associazione «La Giostra dei Colori», in via Ugo Foscolo, 6. Oltre all’autore, interverranno il poeta Antonio Veneziani, gli scrittori Maurizio Valtieri e Ignazio Gori e la poetessa Antonella Rizzo.

I racconti, come una ragnatela, prendono il lettore e lo portano nella adolescenza e nella giovinezza del protagonista e dentro la sua piccola «banda di amici». La scrittura è elegante e avvolgente e ogni racconto – tutti indipendenti e tutti uniti dal filo della memoria, del luogo e dei personaggi – tratta un piatto o un prodotto della tradizione gastronomica (da non dimenticare che Roberto Campagna è un esperto di cibo, al quale ha dedicato svariate pubblicazioni). La letteratura popolare, e in particolar modo il racconto orale, in questo libro di Campagna si coniugano insieme in uno squisito pamphlet di ricordi pseudo autobiografici.

Campagna, giornalista e sociologo, è un vero scrittore «popolare», se con popolare si intende il lascito che la memoria imprime nella tradizione del saper narrare, con ironia e arguzia, episodi cruciali, in grado di sintetizzare una comunità e le sue tradizioni, i suoi sapori tipici e trasformarli in emozioni viventi, immortali. I luoghi delle memoria di Campagna sono quelli dei Monti Lepini e i suoi paesi. Ma sono anche alcune zone del Mar Adriatico e del Lago di Bracciano, che tracciano l’anima e cristallizzano il ricordo, tra favola e cruda realtà, come ne La strada di Federico Fellini.

Il Palato della Memoria è un libro pseudo autobiografico perché Flavio, il protagonista dei dodici racconti, è il riflesso nostalgico dello stesso autore; è infatti negli occhi di Flavio che Campagna ripercorre luoghi e sapori passati, forse scomparsi o in via di sparizione, ma indelebili nella sua memoria di ragazzo nel pieno della vita. I ricordi sono fatti di odori e gusti sopiti nel tempo e Campagna, con la sua verve narrativa frizzante e ironica – l’autore ha la capacità di scrivere una lingua corrente, colloquiale, senza risultare volgare – impasta le sue storie come ricette di cucina, usando lo stesso timbro scanzonato di un Balzac e lo fa trasportando il lettore – anche il lettore estraneo ai luoghi e ai piatti citati – nel suo mondo provinciale di nostalgiche disillusioni politiche, di scorribande canagliesche, di scherzi e alambicchi giovanili, di ripicche e fughe e amorazzi scollacciati.

Leggendo dunque Il Palato della Memoria non si può non pensare a una tenerezza antica – ma come fa la tenerezza a non essere anche gioia rabbiosa per un tempo ormai perduto? – e soprattutto a una operazione di recupero sociale e culturale, a un Amarcord che vuole farsi scatola magica, scrigno di ricordi, perché il vero miracolo dell’uomo è sapere di appartenere ad un luogo e di portarselo sempre dentro.

Roberto Campagna, sociologo e giornalista, di mestiere fa il comunicatore. Direttore della rivista Noi/Altri, collabora con il quotidiano Latina Oggi. Tra i suoi libri: Alle Fontane-storie di panni di paese, E così fu, 101 filastrocche in fila per 1, A Via Fontana dell’Oro e Il Sapore della Palude. Suoi racconti compaiono nelle antologie Buon Anno e Felice Anno Nuovo e Sorridi Siamo a Roma.

 

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