150 chili di marijuana sotto sequestro a Pontinia e Sabaudia. I Carabinieri scoprono una coltivazione abusiva e arrestano 3 persone.

Archivio Cronaca  

Pubblicato 20-07-2021 ore 08:57  Aggiornato: 27-07-2021 ore 08:55

150 chili di marijuana sotto sequestro a Pontinia e Sabaudia. I Carabinieri arrestano 3 persone che coltivavano marijuana in serra, da destinare poi allo spaccio. L’operazione è stata condotta ieri dai miliari della Stazione di Sabaudia. In manette sono finiti tre uomini: un 64 enne originario dell’Argentina ed un 32enne ed un 33enne residenti a Pontinia. Per tutti sono scattati gli arresti domiciliari. Perquisendo alcuni edifici agricoli, adiacenti alle abitazioni degli arrestati, gli investigatori hanno rinvenuto e sequestrato l’ingente quantitativo di marijuana: ben 150 chili. La droga in parte era già essiccata. In due serre comunicanti sono state trovate a dimora 255 piante.

La droga era così suddivisa:

  1. 24 già parzialmente essiccata;
  2. 8 gi à confezionata sottovuoto in 64 sacchetti del peso variabile dai 50 grammi ai 400;

3 piante alte circa mt. 1, 20;

41 confezioni, con all’interno 1 seme di cannabis;

.3 sacchetti contenenti germogli di marijuana di grammi 72, 330 e 1,800 kg;

255 piante di marijuana con efflorescenza di altezza variabile tra 20 cm e i 2 mt all’interno di due serre comunicanti.

“Le operazioni di polizia giudiziaria – spiegano i Carabinieri – consentivano di rinvenire inoltre materiale vario per la coltivazione, la lavorazione e la successiva commercializzazione: quali ventilatori, deumidificatori, bilancini di precisione, rotoli di buste per sottovuoto, trita erba,  microscopi, manuali di istruzioni per la coltivazione della marijuana, lampada, temporizzatore, termostato per l’umidità, prodotti per la concimazione e la lavorazione del terreno, nonché una lavagna nera con su riportati i turni giornalieri dei prevenuti e le relative mansioni quotidiane per la coltivazione dello stupefacente.

Quanto rinvenuto è stato posto in sequestro, mentre gli arrestati, al termine delle operazioni di rito, venivano sottoposti alla misura degli arresti domiciliari come disposto dall’Autorità Giudiziaria”.

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