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Allarme energia, l’intervento di Italo Di Cocco per il settore della ristorazione e alberghiero

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Arriva l’ennesimo allarme per il caro energia. A nome di ristoratori e albergatori si alza la voce di Italo di Cocco, presidente del Consorzio Horeca che spiega come la normativa a tutela della conservazione degli alimenti esiga diversi impianti di refrigerazione. Le leggi esistono e vanno rispettate, per questo chiediamo alle istituzioni – prosegue Di Cocco – un supporto, che si traduce in sconti e agevolazioni che le amministrazioni locali dovrebbero concedere alle categorie che vedono la loro stessa esistenza a serio rischio.

La nota di Italo di Cocco, presidente del Consorzio Horeca

Caro energia, caro bolletta, le frasi più ricorrenti di queste ultime settimane che si traduce in un vero e proprio grido d’allarme di una nazione intera. E proprio in questi ultimi giorni questa preoccupazione affligge anche centinaia di ristoratori e albergatori della nostra provincia. I ristoratori hanno bisogno di un supporto da parte delle Istituzioni, per esempiodice Italo Di Cocco, presidente dell’associazione di imprese Horeca, l’associazione che tiene insieme imprenditori e fornitori – fra i nostri numerosi associati, il timore delle prossime bollette è davvero alto. Spiega, “Faccio un esempio: le cucine, hanno l’obbligo per legge di diversificare la conservazione dei vari alimenti, per cui ad ogni categoria di alimento corrisponde Un impianto refrigerante, si può immaginare – continua Di Cocco, per oltre trentacinque anni presidente di Fipe Confcommercio – avendo diversi congelatori e frigoriferi la spesa sarà quanto meno quintuplicata.  Lo stesso – insiste – temono i nostri consociati albergatori, costretti a mantenere accesi gli impianti di condizionamento anche in carenza di ospiti nelle strutture. Le leggi esistono e vanno rispettate, per questo chiediamo alle istituzioni un supporto, che si traduce in sconti e agevolazioni che le amministrazioni locali dovrebbero concedere alle categorie che vedono la loro stessa esistenza a serio rischio. Le istituzioni locali potrebbero venire incontro a questi imprenditori, per esempio, conclude Di Cocco, con la diluizione dei pagamenti e delle utenze e, magari, l’annullamento delle tasse sul suolo pubblico. Il rischio c’è, ed è un rischio che la provincia di Latina corre seriamente, pertanto non lo si può non tenere in considerazione se vogliamo tutti che il nostro territorio continui ad essere quella perla preziosa che è. 

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