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Antimafia, incontro venerdì 4 marzo ad Aprilia con Franco La Torre

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“Oggi l’antimafia sembra essere diventata uno stanco rito, dove sempre le stesse persone ricordano i caduti di una terribile guerra. Perché è successo questo? Perché il movimento dell’antimafia italiana ha perso la direzione? L’antimafia deve essere una battaglia di popolo e non di un’avanguardia di pochi eletti.

Franco La Torre, scrive queste parole sofferte nel suo libro “L’antimafia tradita. Riti e maschere di una rivoluzione mancata” (Zolfo editore, 2021), che sarà presentato dall’ Associazione Reti di Giustizia-Il sociale contro le mafie insieme all’ Autore stesso nella giornata di venerdì 4 marzo alle ore 17,30  presso i locali del Polo CulturAprlia (Ex Claudia), Via Pontina SS148, Km 46.600.

Franco La Torre, figlio di Pio La Torre, politico e sindacalista italiano, assassinato il 30 aprile 1982 a Palermo, per ordine di alcuni capi di Cosa nostra, tra cui Totò Riina e Bernardo Provenzano, è un esperto di cooperazione internazionale, ha lavorato a lungo in Medio Oriente, Mediterraneo e Africa, da 25 anni si occupa di progetti europei per lo sviluppo urbano sostenibile ed è stato membro dell’Ufficio di Presidenza e della Segreteria nazionale di Libera fino alla dolorosa rottura avvenuta nel 2015.

I temi di cui si discuterà durante l’incontro sono difficili ma fondamentali, come quando si è costretti a tenere gli occhi aperti mentre si affronta una tempesta di sabbia conservatrice che vorrebbe nasconderci i nostri errori e dimenticare le delusioni subite, in modo tale da non farci intravedere una possibilità di cambiamento.

Franco La Torre inizia la sua indagine con la “memoria”, quella dell’antimafia storica, di cui fu protagonista il padre, il quale tracciò la linea da percorrere – quella linea che come Reti di Giustizia tentiamo di tenere sempre a mente, nonostante le molte difficoltà – affermando: “noi concepiamo la lotta alla mafia come un aspetto della più generale battaglia di risanamento e rinnovamento democratico della società italiana”.

Da questo proponimento, dopo la sconfitta subita da Cosa Nostra a seguito delle stragi del ’92-’93, inizia un declino del movimento antimafia che, mano a mano, si trasforma in “liturgia”, perde le sue origini “eretiche” e le spinte rivoluzionarie, perde la capacità di leggere la contemporaneità, mentre questa è anticipata dalle mafie, che si adattano perfettamente, si adeguano al contesto economico e politico con più velocità di una multinazionale, entrando nelle istituzioni, nelle amministrazioni, diventando parte di quello Stato, di cui si vorrebbe ancora credere siano solo antagonisti.

Nel tempo che, speriamo, la cittadinanza vorrà condividere con Franco la Torre e la nostra Associazione venerdì 4 marzo, si parlerà di tutto questo per cercare di riprendere le fila di quella rivoluzione, far emergere la forza dirompente che potrebbe assumere un movimento antimafia diffuso, che voglia abbracciare tutti i profili di ingiustizia, iniquità della nostra società.

E il bisogno di un movimento antimafia vivo è ancora più evidente dopo le operazioni contro l’ndrangheta che sono state effettuate la scorsa settimana nel nostro territorio: questo aspetto merita una riflessione approfondita che ci impegniamo a svolgere e ad “agire” nei prossimi giorni.

Segnaliamo che, a causa delle norme anti-Covid 19, per poter partecipare all’evento è necessario l’utilizzo della mascherina e il possesso del green pass “rafforzato” ed è, inoltre, consigliabile, la prenotazione via whatsapp o SMS al numero +39 347 24 144 01, lasciando nome, cognome e recapito e-mail.

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