APRILIA – Mammucari di Movap: “Inutile parlare di rigenerazione se mancano le opere dì urbanizzazione primaria”.

Archivio Politica  

Pubblicato 15-06-2019 ore 13:38  Aggiornato: 22-06-2019 ore 13:36

Mammucari di Movap: “Inutile parlare do rigenerazione se mancano le opere dì urbanizzazione primaria”. “Come in tutte le stagioni politiche anche in questa – scrive – non manca la classica parola alla ‘moda’ e in questo periodo è l’espressione ‘rigenerazione’ quella dai più utilizzata soprattutto nel campo urbanistico. Anche ad Aprilia, ormai, si parla solo di rigenerazione e nell’ultima delibera di Consiglio Comunale, dove  è stata approvata la variante di adeguamento e salvaguardia del piano regolatore vigente, viene più volte citata.

Oggi, – secondo Alessandro Mammucari – la priorità per la nostra città rimane quel risanamento della periferia, da anni decantato dal Sindaco Terra e mai realizzato, nonostante le promesse elettorali. Ripristinare una gerarchia negli obiettivi politici perseguibili è necessario; ma soprattutto a ricordarlo e la più volte citata legge regionale 7 del 18 luglio 2017 che nell’introdurre le disposizioni regionali in materia di rigenerazione urbana istituisce i c.d. programmi di rigenerazione urbana con il riconoscimento di consistenti volumi di cubatura che giungono alla soglia del 30 % di beneficio riconosciuto ai privati proponenti.

Ma ciò nonostante, è bene ricordare che è il legislatore regionale a prevedere all’articolo 2 che la realizzazione di questi programmi è subordinata all’esistenza, adeguamento o realizzazione delle opere di urbanizzazione primaria  ovvero strade residenziali, spazi di sosta o di parcheggio, fognature, rete idrica, rete di distribuzione dell’energia elettrica e del gas, pubblica illuminazione, spazi di verde attrezzato che da anni i cittadini residenti in periferia reclamano con forza.

Per l’ennesima volta, – prosegue Mammucari – con l’adozione di questi programmi, si rischia di continuare a lasciare indietro la parte più debole della nostra città, abbandonata a se stessa e priva delle infrastrutture necessarie, favorendo al contrario nuova cementificazione attraverso il riconoscimento dei premi di cubatura attraverso i programmi di rigenerazione che potranno interessare solo le zone già urbanizzate e quindi fornite di servizi.

La politica detti le priorità,  – conclude – eliminando quelle disuguaglianze territoriali all’interno del nostro territori, avviando anche attraverso un dibattito pubblico una nuova stagione che veda protagonisti tutti coloro che finora sono stati relegati ai margini.

Allora, ampliamento della partecipazione civica attraverso una nuova disciplina dei consorzi di autorecupero quali veri aggregatori sociali, individuazione delle risorse disponibili, definizione di un programma di interventi sostenibili e realizzabili e soprattutto chiarezza sul ruolo della società Acqualatina, che in questi anni non ha investito nessun euro per il risanamento igienico-sanitario ottenendo favolosi vantaggi dalla consegna di impianti realizzati con i soldi pubblici”.

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