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Aprilia – Rifondazione Comunista interviene sull’inceneritore

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Terminologia accattivante per definire un mega impianto di incenerimento rifiuti, da collocarsi nel territorio di Aprilia, a ridosso del centro abitato. La sezione apriliana di Rifondazione Comunista interviene sul progetto che la Crea Plant ha presentato alla Regione Lazio. Un impianto – si legge nella nota a firma del Segretario Rifondazione Comunista di Aprilia,  Fabio Federici, e di Elena Mazzoni, Responsabile Nazionale Ambiente Rifondazione Comunista – la cui eventuale costruzione andrebbe ad impattare su un territorio già marginale e sfruttato, vista anche la vicinanza alla discarica di Roncigliano e a Santa Palomba, in cui si progetta di costruire il famoso inceneritore che Gualtieri ha promesso ai romani per risolvere l’emergenza rifiuti. È auspicabile quindi – conclude la nota –  che tutte le realtà, i comitati, i movimenti, gli spazi sociali, le associazioni e le cittadine ed i cittadini che hanno a cuore salute ed ambiente, si confrontino in una grande assemblea pubblica, per chiedere collettivamente alle amministrazioni locali e alla regione Lazio di bloccare questo progetto.

La nota di Rifondazione Comunista Aprilia

E’ di ieri la notizia che la Crea Plant, gruppo privato già proprietario di un tmb, ha presentato alla Regione Lazio, per la procedura di Valutazione Impatto Ambientale, il progetto di realizzazione di un mega impianto di incenerimento rifiuti da 430.000 tonnellate, da collocarsi nel territorio di Aprilia, a ridosso del centro abitato.

Un impianto la cui eventuale costruzione andrebbe ad impattare su un territorio già marginale e sfruttato, vista anche la vicinanza alla zona della discarica di Roncigliano e alla località di Santa Palomba, in cui si progetta di costruire il famoso inceneritore che Gualtieri ha promesso ai romani per risolvere l’emergenza rifiuti.

La terminologia accattivante usata per la presentazione dell’opera, il riferimento a modelli da spot, i rendering con piste da sci a zero impatto ambientale, possono incantare solo chi non abbia approfondito la materia: questo progetto, in realtà, si inserisce nella logica di sfruttamento dei territori e di massimizzazione dei profitti dei privati che ha caratterizzato l’agire politico di tutte le amministrazioni, regionali e locali, che si sono avvicendate negli anni.

Riteniamo che l’unico modo per risolvere seriamente il problema della gestione del ciclo dei rifiuti sia il ripensamento del nostro modello di produzione e consumo, l’impiego massiccio di pratiche di riciclo e riuso, passando attraverso la standardizzazione del metodo della raccolta differenziata.

L’incenerimento dei rifiuti è una pratica ad alto impatto ambientale, dannosa per cittadine e cittadini e quanto di più lontano dalla prospettiva di chiusura del ciclo dei rifiuti, dato che rappresenta un ostacolo all’incremento della raccolta differenziata (perché per funzionare ha bisogno che i rifiuti vengano prodotti) e alle conseguenti forme di trattamento a minor impatto ambientale. La stessa Commissione Ambiente del Parlamento europeo si è espressa contro questo tipo di impianti, disincentivandone l’uso perché in contrasto con l’obiettivo del ‘Fit for 55’, il pacchetto clima che intende ridurre le emissioni del 55% entro il 2030.

Inoltre, un progetto così grande è sovradimensionato rispetto ai fabbisogni di trattamento della Provincia di Latina e sarebbe destinato a lavorare a basso regime con possibili ricadute negative sia in termini economici che di reale recupero energetico, dimostrando quanto sosteniamo da decenni, che le esigenze di profitto del business insostenibile travestito da ambientalismo sono in realtà anti-economiche, dannose per le comunità e puro greenwashing.

È auspicabile che tutte le realtà, i comitati, i movimenti, gli spazi sociali, le associazioni e le cittadine ed i cittadini che hanno a cuore salute ed ambiente, si confrontino in una grande assemblea pubblica, aperta, da convocare a stretto giro, come reazione all’ennesimo progetto che passa sulla testa di tutti noi, per chiedere collettivamente alle amministrazioni locali e alla regione Lazio di bloccare questo progetto.

Fabio Federici – Segretario Rifondazione Comunista Aprilia

Elena Mazzoni – Responsabile Nazionale Ambiente Rifondazione Comunista

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