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Attentato ad un’auto della Finanza: sequestrati beni per oltre 400mila euro ad un pluripregiudicato di Nettuno.

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E’ considerato il mandante di un attentato ad un’auto della Finanza di Nettuno, data alle fiamme nel parcheggio antistante la caserma nel febbraio del 2018, e responsabile del reato di detenzione ai fini di spaccio di droga: i finanzieri della Compagnia di Nettuno hanno dato esecuzione al sequestro dei beni – ai fini della loro successiva confisca – del valore di oltre 400mila euro, ad un pluripregiudicato del posto. Si tratta del 39enne Pasquale Iovinella. Sotto sequestro, nelle scorse ore, sono finite una villa con piscina, un locale e due attività commerciali, nonché polizze assicurative e conti correnti, intestati fittiziamente a familiari e “prestanome”. Secondo gli inquirenti, Iovinella sarebbe vicino a clan camorristici campani. Per l’attentato all’auto della finanza era già stato condannato a 4 anni e 6 mesi di reclusione.

“Il provvedimento ablativo – emesso dalla Sezione Specializzata Misure di Prevenzione del Tribunale capitolino su richiesta dell’allora Procuratore della  Repubblica di Velletri, il dottor Francesco Prete – ha ad oggetto una villa con piscina, un locale e due attività commerciali, nonché polizze assicurative e conti correnti, intestati fittiziamente a familiari e “prestanome” di Pasquale Iovinella (classe 1981) – ritenuto vicino a clan camorristici campani –  già arrestato dalle Fiamme Gialle a settembre 2017 per detenzione di sostanze stupefacenti e, nel 2018, mandante dell’attentato incendiario di un’autovettura della Guardia di Finanza parcheggiata davanti la caserma della Compagnia di Nettuno, fatto per il quale è stato condannato a 4 anni e 6 mesi di reclusione.

Proprio i Finanzieri di Nettuno, coordinati dell’Autorità Giudiziaria di Velletri, hanno ricostruito la “carriera criminale” di Iovinella e svolto meticolosi accertamenti economico-patrimoniali, che hanno evidenziato la rilevante sproporzione tra i redditi dichiarati al Fisco e le ricchezze accumulate negli anni in cui era dedito ad attività delittuose.

Alla luce degli elementi raccolti, – spiega la Finanza – il Tribunale di Roma ha ritenuto sussistenti i presupposti soggettivi e oggettivi previsti dalla normativa antimafia, disponendo il sequestro dei beni ai fini della loro successiva confisca.

L’operazione testimonia il costante impegno della Guardia di Finanza di Roma nell’aggressione ai patrimoni illecitamente accumulati dalla criminalità, al fine di restituirli alla collettività”.

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