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Attentato incendiario all’auto della consigliera di Latina di Lbc, Maria Grazia Ciolfi: i Carabinieri arrestano il mandante e l’esecutore materiale.

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Attentato incendiario all’auto della consigliera di Latina Bene Comune, Maria Grazia Ciolfi: i Carabinieri arrestano il mandante e l’esecutore materiale. I fatti risalgono al settembre del 2019: le fiamme distrussero completamente il suv della Opel della consigliera Ciolfi, che era parcheggiato in via Campiglie.  A distanza di  8 mesi da quell’episodio, grazie alle indagini serrate dei Carabinieri della sezione operativa della Compagnia di Latina, si è arrivati ad individuare i responsabili e a chiarire che l’atto intimidatorio era legato all’attività lavorativa della Consigliera Ciolfi, delegata alle politiche ambientali, patrimoniali urbanistiche e produttive della marina di Latina. Questa mattina i Carabinieri hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di un 42enne di Latina, titolare di lotto sull’arenile di via Valmontorio e ritenuto il mandante, e di un 32enne di Velletri, riconosciuto come l’esecutore materiale dell’attentato incendiario. Attentato messo in atto affinchè non venissero sollecitati controlli per una costruzione abusiva. I due – ristretti ora ai domiciliari – avrebbero anche minacciato il pubblico ufficiale per costringerla ad omettere un atto del suo ufficio.

Le accuse nei loro confronti, a vario titolo, sono di minaccia a un pubblico ufficiale, danneggiamento a seguito di incendio e violazione di domicilio.

“Le indagini, – spiegano nel dettaglio i Carabinieri – sia di natura tradizionale che tecnica, hanno consentito di ricostruire come gli arrestati, in concorso tra loro, usavano minaccia nei confronti del pubblico ufficiale al fine di costringerla ad omettere un atto del suo ufficio.

In particolare, l’atto intimidatorio, sarebbe stato posto in essere affinchè non venissero sollecitati controlli presso il lotto sull’arenile di Latina in via Valmontorio, di proprietà del 42enne, M.G. le sue iniziali, sul quale era stata realizzata una recinzione abusiva in paletti di legno e su cui era stata posizionata un roulotte in violazione alle norme vigenti.

Inoltre – spiegano ancora i Carabinieri – si voleva dissuadere la vittima affinchè non influisse negativamente, in ragione degli incarichi ricoperti,  sulla pratica edilizia Scia del 2019, presentata sempre dal 42enne, afferente la comunicazione dell’avvio dei lavori in argomento e in relazione alla quale, già nel maggio del 2019, il servizio edilizia privata del Comune di Latina aveva risposto con una diffida dall’eseguire qualsiasi tipo di opera sull’arenile, in quanto in violazione del piano di utilizzazione dell’arenile comunale, poiché ricadente nell’area di rispetto dell’esistente impianto di depurazione.

Inoltre, il suddetto terreno ricadeva nel Ppe comprensorio della marina di Latina destinato ad arenile pubblico con vincolo generale di inedificabilità con vincolo idrogelogico.

Tale costruzione abusiva, che già era stato oggetto di controllo da parte della Polizia Locale di Latina che aveva provveduto a contestare al 42enne il reato di cui all’art.44 dpr 380 del 2001 (“realizzazione di abusi edilizi sull’arenile”) e che l’arrestato, come emerso anche nel corso delle attività tecniche, riteneva essere stato eseguito su segnalazione della vittima.

Gli arrestati al temine delle operazioni di rito venivano condotti presso i rispettivi domicili in regime di arresti domiciliari”. 

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