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Bestemmie ed atteggiamenti irrispettosi: dopo il caso di Marino, anche un parroco di Minturno chiude l’oratorio “per maleducazione”.

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Bestemmie ed atteggiamenti irrispettosi: dopo il caso di Marino emerso ad inizio settimana, anche un parroco di Minturno, Don Maurizio Di Rienzo, della chiesa di San Biagio nella zona della Marina, decide di chiudere l’oratorio “per maleducazione”. Lo annuncia con un post su Facebook, dove precisa che l’obiettivo è quello di “dare un segnale agli utilizzatori del campetto”. Oltre alle bestemmie, rivolte anche agli anziani e contro gli operatori pastorali, Don Maurizio lamenta anche la presenza immondizia, lasciata a terra continuamente, atteggiamenti irrispettosi, e l’assenza totale di disponibilità e di tempo da parte degli adulti, soprattutto dei genitori. Ai Castelli Romani, pochi giorni fa, era stato Don Franz Vicentini, parroco nel quartiere Cocciano, uno dei più popolosi di Frascati, a chiudere le porte dell’oratorio per gli stessi identici motivi.

Ecco il post sulla pagina Facebook della Parrocchia San Biagio Marina di  Minturno, pubblicato dal Don Maurizio Di Rienzo:

ORATORIO CHIUSO PER MALEDUCAZIONE

“Da oggi e fino a data da destinarsi il campo parrocchiale è chiuso. In questi anni, – racconta Don Maurizio Di Rienzo – ho dovuto chiudere l’oratorio varie volte per maleducazione e poco rispetto, per dare un segnale agli utilizzatori del campetto.

BESTEMMIE continue tra i giocatori, contro chi abita vicino la parrocchia, contro gli anziani, contro gli operatori pastorali, contro la Chiesa (che li ospita)

IMMONDIZIA lasciata a terra continuamente, quando i bidoni dei rifiuti sono a 5 metri di distanza

Atteggiamenti irrispettosi verso chiunque e senza ringraziamento. E la parrocchia ha appena acquistato delle nuove porte da gioco…

Mi dispiace dover arrivare a questa decisione: sono stato sempre convinto che è meglio che i ragazzi stiano in parrocchia, piuttosto che altrove.

Ma purtroppo, devo segnalare anche l’assenza TOTALE di disponibilità e di tempo da parte degli adulti, genitori e volontari che possano supervisionare per qualche ora i ragazzi. Spero che questo serva per capire la gravità dei gesti e delle parole utilizzate”.

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