Blitz dei Carabinieri del Nas negli stabilimenti balneari di tutta Italia: 1 su 3 irregolari. 22 ispezioni in provincia di Latina, 8 le violazioni.

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Pubblicato 04-08-2021 ore 12:11  Aggiornato: 11-08-2021 ore 12:09

Blitz dei Carabinieri del Nas negli stabilimenti balneari di tutta Italia: 1 su 3 sono risultati irregolari. 22 ispezioni, su 886 totali, sono hanno riguardato la provincia di Latina. I Carabinieri del Nucleo Antisofisticazione hanno rilevate 8 violazioni amministrative, per carenze igienico-sanitarie e per il mancato rispetto delle misure di sicurezza anti-Covid. Sono state elevate sanzioni per 3.900 euro. Sotto sequestro, inoltre, sono finiti 440 chili di prodotti alimentari non tracciati. I controlli hanno riguardato i lidi, ma anche i relativi esercizi di ristorazione sul mare e sui laghi.

A livello nazionale, sono state riscontrate – come detto – irregolarità in uno stabilimento balneare su 3 e sono state disposte 21 chiusure. La campagna di controlli è stata compiuta dai Carabinieri dei NAS, d’intesa con il Ministero della Salute, nei lidi e nei  relativi esercizi di ristorazione sul mare e sui laghi.

In tutto 886 controlli su tutto il territorio nazionale per verificare in particolare l’attuazione delle misure di contenimento alla diffusione da Covid-19: dal corretto distanziamento degli ombrelloni all’uso delle mascherine, dalla presenza di dispenser per la disinfezione delle mani ai sistemi per la rilevazione della temperatura corporea.

Sono state le gravi carenze igienico sanitarie riscontrate nelle aree adibite alla ristorazione, alla preparazione dei pasti e alla conservazione degli alimenti a portare alla chiusura e alla sospensione delle 21 attività. In questo ambito sono state in tutto 258 le situazioni di irregolarità riscontrate, il 29% degli esercizi ispezionati.

Deferite 17 persone all’Autorità giudiziaria e 217 a quella amministrativa, e sequestrati oltre 1,3 tonnellate di prodotti alimentari e materie prime destinati alla preparazione dei pasti, principalmente riconducibili a prodotti a base di pesce, per un valore complessivo di circa 77 mila euro.

In molti casi, sono stati scoperti alimenti, pronti per la somministrazione alla clientela, in cattivo stato di conservazione, con validità scaduta ,privi di qualsiasi indicazione utile a stabilirne le origini e la tracciabilità o sottoposti ad arbitrarie procedure di congelamento, senza seguire le corrette procedure.

Sono state riscontrate anche carenze igieniche e strutturali degli ambienti e dei locali adibiti alla preparazione e somministrazione dei pasti, spesso rimediati in spazi ristretti, privi dei minimi requisiti per garantire condizioni ottimali di funzionamento, interessati da sporco pregresso e non sottoposti alle manutenzioni ordinarie e straordinarie.

Le 351 violazioni complessive contestate, per un ammontare di sanzioni paria 202mila euro, hanno riguardato numerosi episodi di inosservanza alla normativa per la prevenzione della diffusione epidemica, come l’assenza di cartellonistica informativa per gli avventori e la mancanza delle periodiche pulizie e sanificazioni. I NAS assicurano che i controlli proseguiranno per garantire la salute dei cittadini e la sicurezza del consumatore.

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