Cadaveri carbonizzati a Torvaianica: l’autopsia chiarirà se le vittime sono Maria Corazza e Domenico Raco.

Archivio Cronaca  

Pubblicato 15-06-2019 ore 14:17  Aggiornato: 22-06-2019 ore 14:07

Cadaveri carbonizzati a Torvaianica: sarà l’autopsia a fornire elementi utili sulla morte dell’uomo e della donna trovati ieri mattina all’interno di una Ford Fiesta data alle fiamme tra la vegetazione di via San Pancrazio. I corpi – secondo quanto accertato dai Carabinieri – apparterrebbero a Maria Corazza, 46enne di Pomezia, (con un compagno, madre di una ragazza adolescente e addetta alle pulizie in un deposito dell’Eni, a Santa Palomba) e all’amico di famiglia Domenico Raco, elettricista di 39 anni, detto “il calabrese”, residente a Torvaianica.

Dall’esame – che verrà eseguito al policlinico di Tor Vergata, a Roma nei prossimi giorni – potranno emergere eventuali segni di ferite sui corpi e stabilire se sono morti prima che l’auto andasse a fuoco o se sono stati arsi vivi. L’autopsia, il cui incarico verrà conferito questo lunedì, toglierà ogni dubbio anche sull’identità dei due.

Maria Corazza usava quella macchina – intestata all’anziana madre – e di lei e di Domenico Raco, da ieri mattina, non si hanno più notizie. I Carabinieri sino alla tarda serata di ieri hanno ascoltato, come persona informata sui fatti, il compagno della donna scomparsa (interrogato per ben 12 ore e poi rilasciato).

L’uomo, un 55enne, ha fornito una sua versione che sarebbe stata poi riscontrata dagli inquirenti: ieri mattina con la compagna hanno lasciato la figlia a scuola; poi si sono separati e lui avrebbe incontrato un amico in un bar. Al momento nessuno risulta indagato. Due le piste seguite: quella del duplice omicidio e quella di un omicidio-suicidio.

Davanti alla caserma dei Carabinieri, ieri sera, si sono vissuti momenti di forte tensione, tra i familiari della donna, comprensibilmente scioccati, ed alcuni cronisti.

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