Controlli della Polizia negli esercizi commerciali dei Castelli: scoperti alimenti scaduti da oltre 6 mesi e cibo in scatola in pessimo stato.

Archivio Cronaca  

Pubblicato 24-11-2021 ore 11:09  Aggiornato: 01-12-2021 ore 11:07

il Commissariato di Polizia di Albano

Controlli della Polizia negli esercizi commerciali nella zona dei Castelli Romani, tra Albano ed Ariccia: gli agenti hanno scoperto tra i prodotti in vendita degli alimenti che erano scaduti da oltre 6 mesi e cibo in scatola in pessimo stato di conservazione. Ad Albano i controlli hanno riguardato sia il rispetto delle normative per la vendita di prodotti alimentari che la somministrazione di bevande alcoliche, con particolare riguardo ai minorenni. All’interno di un’attività ispezionata ad Ariccia, invece, la Polizia ha sorpreso un addetto alla vendita senza mascherina; è stata riscontrata, inoltre, la presenza di prodotti alimentari scaduti da oltre 6 mesi e di cibo in scatola, esposto per la vendita, ma in pessimo stato di conservazione. Nel primo caso il titolare del negozio di Albano rischia una sanzione che varia dai 400 ai mille euro; nel secondo caso, quello di Ariccia, la sanzione amministrative potrebbe essere da un minimo di 5.000  ad un massimo di 40.000 euro.

“I controlli svoltisi ad Albano per mano degli agenti del commissariato di zona – spiegano nel dettaglio dalla Questura di Roma – hanno riguardato sia il rispetto delle normative per la vendita di prodotti alimentari che la somministrazione di bevande alcoliche, con particolare riguardo ai ragazzi minori di età.

Ad Ariccia, gli agenti, nel corso dell’operazione, hanno riscontrato all’interno dell’attività ispezionata, sia la violazione della normativa Covid da parte di un addetto alla vendita privo del dispositivo di protezione individuale sia la presenza di prodotti alimentari scaduti da oltre 6 mesi; esposte alla vendita  anche cibo in scatola in pessimo stato di conservazione.

Per le irregolarità emerse gli agenti hanno contestato al titolare sanzioni amministrative che vanno, nel primo caso da un minimo di 400 euro a un massimo di 1.000 e nel secondo caso da un minimo di 5.000  ad un massimo di 40.000 euro”.

 

 

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