Covid, i 33 Sindaci della provincia di Latina lanciano un appello al Governo: “non lasciamo soli commercianti e ristoratori”.

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Pubblicato 24-10-2020 ore 12:37  Aggiornato: 31-10-2020 ore 12:35

il Premier Giuseppe Conte

Emergenza Covid: i 33 sindaci della provincia di Latina lanciano un appello al Governo. “Non lasciamo soli commercianti e i ristoratori. I nostri territori, già messi a dura prova, chiedono aiuto e risposte e noi abbiamo il dovere di darle”. La lettera è stata inviata questa mattina al Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, alla Presidente del Senato della Repubblica, Maria Elisabetta Alberti Casellati, ed anche al Presidente della Camera dei Deputati, Roberto Fico, e al Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti. “Non possiamo rimanere indifferenti ai segnali di sconforto di famiglie intere. – scrivono i Sindaci nella missiva – Il collasso cui incorre il settore delle attività produttive, in particolare la ristorazione, del commercio e degli operatori del mondo dell’intrattenimento, rende urgente e necessario un piano di aiuto socio-economico. Siamo in una situazione ai limiti della sopravvivenza economica e sociale. – si legge – E’ necessario che aumentino, attraverso procedure semplici e rapide, anche le risorse umane nel campo sanitario e nel campo della polizia locale per potenziare i controlli ormai sempre più necessari”.

“Non possiamo più pensare di rinviare il mettere in campo aiuti concreti, sostanziali e non solo assistenziali per tutte quelle categorie di lavoratori – scrivono i Sindaci pontini – che più di altri stanno nel pieno di una emergenza economica che potrà causare molte più vittime del virus che stiamo combattendo”.

Ecco il testo integrale della lettera, firmata dai 33 Sindaci della Provincia di Latina:

“Onorevoli Presidenti,

la nostra gratitudine e infinita riconoscenza per quanto compiuto e deciso finora per il Paese, soprattutto in un momento in cui qualsiasi decisione non può essere dettata dall’esperienza, trovandoci noi tutti a vivere per la prima volta una pandemia di tali proporzioni.

Amare il nostro Paese, l’Italia, come cittadini, essere al suo servizio come Sindaci ci induce a scrivere questa lettera il cui spirito è identico a quello che ha animato ardue, sofferte e a volte impopolari decisioni prese in questo periodo che sta segnando profondamente la vita della nostra Repubblica.

Animati dallo stesso spirito di abnegazione e dimentichi della stanchezza, del sacrificio degli affetti famigliari e amicali, ma allertati e non indifferenti ai segnali di sconforto di famiglie intere che con il lavoro portano avanti i propri congiunti e non solo. Il collasso cui incorre il settore delle attività produttive con la particolarità della ristorazione, del commercio e degli operatori del mondo dell’intrattenimento, rende urgente e necessario un piano di aiuto socio-economico alle categorie maggiormente colpite. Così come è necessario che aumentino, attraverso procedure semplici e rapide, le risorse umane nel campo sanitario per snellire gli iter strutturali diagnostici e nel campo della polizia locale per potenziare i controlli ormai sempre più necessari e sempre più richiesti dai nostri concittadini.

Il senso civico, l’etica e la morale, ma soprattutto il nostro essere “sentinelle” del territorio impone a noi Sindaci di non restare silenti ma essere, ancora una volta, parte attiva in una situazione ai limiti della sopravvivenza economica e sociale.

La sofferenza delle categorie evidenziate, insieme a quanti con il proprio lavoro autonomo, hanno subito tutte le conseguenze delle giuste e doverose prescrizioni, che per motivi sanitari, questa pandemia ci ha imposto di seguire, implica altresì una connessa riflessione non più procrastinabile su un tema scomodo ma non ulteriormente occultabile: il lavoro sommerso e le sue enormi conseguenze economiche.

Non possiamo più pensare di rinviare il mettere in campo aiuti concreti, sostanziali e non solo assistenziali per tutte quelle categorie di lavoratori che più di altri stanno nel pieno di una emergenza economica che potrà causare molte più vittime del virus che stiamo combattendo.

I nostri territori, già messi a dura prova, oggi chiedono aiuto e risposte e noi abbiamo il dovere di darle. La fiducia nelle Istituzioni, il faro della Costituzione e scelte mirate ci inducono a un senso di responsabilità in risposta a tutti i cittadini che scegliendoci hanno affidato a noi la loro idea e si sono, a noi Sindaci, affidati.

Confidando e certi che ancora una volta il nostro Paese riuscirà a essere protagonista vincente in questa guerra che spezza vite, sogni e speranze, offriamo tutta la nostra disponibilità e collaborazione affinchè nessuno resti da solo, nessuno resti indietro”.

I Sindaci dei Comuni di:

Latina, Damiano Coletta

Aprilia, Antonio Terra

Bassiano, Domenico Guidi

Campodimele, Roberto Zannella

Castelforte, Giancarlo Cardillo

Cisterna di Latina, Mauro Carturan

Cori, Mauro Primio De Lillis

Fondi, Beniamino Maschietto

Formia, Paola Villa

Gaeta, Cosmo Mitrano

Itri, Antonio Fargiorgio

Lenola, Fernando Magnafico

Maenza, Claudio Sperduti

Minturno, Gerardo Stefanelli

Monte San Biagio, Federico Carnevale

Norma, Gianfranco Tessitori

Pontinia, Carlo Medici

Ponza, Francesco Ferraiuolo

Priverno, Anna Maria Bilancia

Prossedi, Angelo Pincivero

Roccagorga, Annunziata Piccaro

Rocca Massima, Mario Lucarelli

Roccasecca dei Volsci, Barbara Petroni

Sabaudia, Giada Gervasi

S.Felice Circeo, Giuseppe Schiboni

SS.Cosma e Damiano, Franco Taddeo

Sermoneta, Giuseppina Giovannoli

Sezze, Sergio Di Raimo

Sonnino, Luciano De Angelis

Sperlonga, Armando Cusani

Spigno Saturnia, Salvatore Vento

Terracina, Roberta Ludovica Tintari

Ventotene, Gerardo Santomauro

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