Covid19 – La telemedicina a Latina funziona, “Un ottimo esempio da seguire”

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Pubblicato 08-04-2020 ore 16:25  Aggiornato: 15-04-2020 ore 16:18

“Gli angeli non possono volare con le ali legate”, così inizia l’intervengo del Tribunale per i Diritti del Malato di Aprilia che tramite il coordinatore Claudio Frollano rivolgono un plauso al lavoro svolto dagli operatori sanitari in provincia nell’ambito di questa emergenza per il coronavirus.

“Non possiamo fare a meno – dice Frollano – di portare all’attenzione dei cittadini la constatazione di quanto siamo fortunati ad  avere un Servizio Sanitario pubblico, sottolineando “pubblico”, che nonostante tutto, in particolare nella nostra regione, riesce a dare risposte adeguate anche in tempi difficilissimi come in questo periodo martoriato dal Covid-19.

Ma solo il servizio pubblico, senza le necessarie competenze e adeguate capacità organizzative dei singoli, non porterebbe risultati efficaci ed è per questo che il T.D.M. vuole dedicare questo articolo a tutto il personale del sistema sanità di ogni livello e grado, in particolare quello della ASL di Latina, che sta dando il massimo per tutelare noi cittadini. Dovremo ricordarlo quando, speriamo presto, saremo tornati alla normalità ed interagiremo con queste persone che ora chiamiamo “angeli” ed andremo al Pronto Soccorso o nell’ambulatorio del nostro Medico di Medicina Generale.

Non ci sbagliavamo quando a Dicembre, appena saputo della chiusura anticipata del mandato al nostro Direttore Generale della ASL di Latina, Giorgio Casati, facemmo presente il nostro disappunto all’Assessore alla Sanità del Lazio Alessio D’AMATO . In quell’occasione affermammo che alla squadra che vince non cambia allenatore.

E’ da circa una settimana infatti che, proprio su spinta del DG, è partito un progetto, al momento unico nel Lazio, per intercettare i pazienti Covid positivi monitorando direttamente a casa e quindi seguendo quelli più a rischio  di sviluppare seri problemi di respirazione, pronti ad intervenire con il ricovero non appena le condizioni iniziano a peggiorare. Questo sembra in generale poter scongiurare non il ricovero ma eventualmente il ricorso alla terapia intensiva, proprio perché preso in tempo.

Questo progetto di Telemedicina è gestito da una Centrale Operativa attiva h24 per 7 gg/settimana situata  a Latina presso la ASL di piazza Celli. Vede coinvolti Infermieri, Specialisti e Medici di Medicina Generale che si interfacciano costantemente per valutare i pazienti Covid positivi e che sono in isolamento domiciliare. Il tutto è stato possibile tramite un kit che viene consegnato al paziente selezionato in base al proprio quadro clinico e che consiste in un apparecchio che consente di rilevare sia l’ossigenazione del sangue che la frequenza cardiaca ed una sorta di telefonino che tramite la funzione Bluetooth trasmette in automatico  i dati alla centrale di sorveglianza. Altri due parametri, quali la misurazione della febbre e la frequenza respiratoria li prende e li comunica direttamente il paziente. Insomma il classico esempio che quando si vuole e soprattutto ci sono le competenze adeguate, anche in momenti assurdi come questo e con risorse limitate per una serie di motivi conosciuti, tutto è possibile. Il successo di questo progetto, che al momento vede presi in carico 60 pazienti, ma devono arrivare  altri kit per coprire tutti gli ammalati non ospedalizzati, è dovuto anche e soprattutto all’esperienza maturata da tutte le figure professionali coinvolte, in seguito  all’implementazione del progetto +VITA partito a metà del 2019, per la presa in carico dei pazienti diabetici e con BPCO. Grazie quindi a tutto il magnifico team di Infermieri, Specialisti, Medici di Medicina Generale  ed ovviamente alla Direzione tutta perchè in questo momento ci sentiamo un po’ più protetti. .

È quindi il caso di dire che, se agli angeli non bloccano le ali non fornendo loro gli strumenti per esprimere una medicina più moderna e rispettosa dei bisogni della persona ma anche i presidi di sicurezza necessari a tutelare sia loro che i pazienti, anche i più volenterosi poco possono fare se non, come stiamo apprendendo in questi giorni, sacrificare anche la propria vita”.

 

 

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