Fiera di Campoverde nel degrado, il Pd di Aprilia: “Un fallimento nella gestione”

Archivio Politica  

Pubblicato 24-10-2017 ore 18:14  Aggiornato: 31-10-2017 ore 18:06

Situazione di estremo degrado alla Fiera di Campoverde, la denuncia arriva dagli operatori del settore florovivaistico e dal Pd di Aprilia che chiedono, insieme, spiegazioni all’amministrazione comunale.

“Grave quanto sta accadendo intorno alla vicenda della gestione Ente Fiera di Campoverde, – spiegano Vincenzo Giovannini, Monica Tomassetti ed Alessandro Mammucari – anche alla luce di quanto denunciato in queste ore dagli operatori del settore florovivaistici, infatti si assiste ad un declino senza precedenti dell’area fiera di Campoverde che doveva essere una delle eccellenze della nostra comunità, ora ridotta ad un degrado senza precedenti senza che siano stati gli investimenti necessari per un serio rilancio della struttura fieristica.

Non solo ritardi negli interventi ma operazioni gestionali antieconomiche per la comunità apriliana come l’affidamento della struttura alla società Gestioni Fieristiche Campoverde srls che in questo anno di gestione non ha adempiuto agli impegni presi in termini di migliorie ed innovazioni che prevedevano importanti opere di rinnovamento della struttura delle quali ad oggi non si vede traccia. L’unica ditta che partecipò a quel bando, ditta peraltro non ancora iscritta al Registro Imprese alla data di assegnazione della struttura che ha vinto in solitaria grazie ad un’offerta migliorativa di 8 euro mensile, ed oggi gestisce per finalità proprie la struttura senza apportare le necessarie migliori che un bene pubblico necessità.

La città di Aprilia ed in particolare il suo sistema produttivo hanno sempre di più bisogno di un vero polo espositivo – fieristico in grado di saper fornire alle imprese, soprattutto quelle del mondo agricolo, un importante vetrina dei propri prodotti all’interno di una strategia di sviluppo dell’economia apriliana. Realizzare un moderno Ente Fiera con il coinvolgimento di provincia, camera di commercio ed associazioni di categoria per creare un polo attrattivo dove svolgere più manifestazioni nel corso dell’anno sviluppando un importante indotto dal punto di vista commerciale e lavorativo.

Al contrario del “fantasioso” affidamento il sito di Campoverde necessità di un intervento strutturale in grado di realizzare quelle opere necessarie per consentire di poter ospitare eventi importanti per la promozione del nostro territorio, sfruttando le potenzialità con le strutture ormai da anni abbandonati del ex Arsial.

Deprimente vedere lo stato di abbandono della struttura dove l’unica evidenza è rappresentata dai cartelloni con cui si promuovo l’affitto dei locali per lo svolgimento di feste allegoriche.

A breve si svolgerà l’importante evento della Fiera di Campoverde che vedrà confluire moltissimi territori e proponiamo all’amministrazione comunale, ed in particolare, all’Assessore alle Attività Produttive Marchitti di applicare quanto disposto dall’articolo 10 del contratto di locazione che riserva al comune la disponibilità dell’area e delle attrezzature fieristiche per un periodo complessivo di 20 giorni per svolgere attività di propria iniziativa o dallo stesso sponsorizzate come nel caso della Fiera di Campoverde incassando direttamente le somme versate dagli organizzatori per destinarli ad un fondo specifico per il potenziamento della struttura.

In caso contrario, sarà l’attuale gestore della struttura la società Gestione Fieristiche Campoverde a beneficiare delle somme dovute dagli organizzatori che sommandosi a quelle dovute dagli operatori del mercato dei fiori, andrebbero a configurare il primo caso al mondo di affidamento di una struttura pubblica ad un privato (che non adempie ai propri doveri contrattuali) a costo zero per il conduttore, anzi al contrario aggiungendo un bel “premi” con un guadagno netto introducendo un esempio di “inconcepibile” gestione della cosa pubblica.

Con spirito costruttivo avanziamo all’Assessore Marchitti di valutare la proposta con lo spirito di difesa delle casse comunali e non di quelle del privato gestore.

Casse Comunali che tradotto significano soldi dei cittadini, ed è bene che siano utilizzati per migliorare la città e non certo per premiare “qualche privato” che non sta apportando nessuna miglioria alla collettività”.

Tomasetti, Mammucari e Giovannini

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