GAETA – “Operazione Twingo”, rubavano auto di piccola e media cilindrata: in tre in manette.

Cronaca  

Pubblicato 29-04-2017 ore 15:24  Aggiornato: 03-05-2017 ore 08:59

 

gli arnesi da scasso e la centralina non codificata utilizzata per mettere in moto le auto rubate

Operazione Twingo”: portata a termine nel sud pontino un’importante indagine dei Carabinieri che ha permesso di disarticolare un pericoloso sodalizio criminale campano specializzato nel furto di auto di piccola e media cilindrata. I militari della Tenenza Carabinieri di Gaeta, coordinati dal Sostituto Procuratore di Cassino Eugenio Rubolino, questa mattina all’alba hanno dato esecuzione a tre misure cautelari a carico di altrettanti pluripregiudicati residenti tra le province di Napoli e Caserta. Si tratta di Alessandro Rippa di 45 anni, Antonio Campagna di 38 anni (condotti alla casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere) e di Angelo Giovenco, di 34 anni, associato invece alla casa circondariale di Poggioreale, a Napoli. 24 furti di auto sarebbero stati commessi dalla banda nelle sole città di Gaeta e Formia; sei di queste vetture sono state, ora, restituite ai proprietari.

I provvedimenti cautelari sono stati emessi dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Cassino, il Dottor Massimo Lo Mastro.

L’operazione denominata “Twingo” , veniva avviata per contrastare il fenomeno dei furti di autovetture, prevalentemente di media cilindrata (quali Fiat Panda, Punto e 500, Lancia Y e Musa, Audi Q3) che, a partire dalla scorsa estate, stava assumendo contorni allarmanti tanto che, tra il 6 ed il 7 ottobre 2016, nella sola Gaeta, erano state rubate ben 6 autovetture, prevalentemente del modello Fiat 500.

“In tale contesto, venivano fortemente intensificati i controlli del territorio – spiega la nota stampa del Comando Provinciale di Latina dei Carabinieri – e ripetutamente predisposti mirati servizi in orario notturno che, pochi giorni dopo, consentivano di intercettare una Fiat 500 appena asportata dal gruppo ed arrestare in flagranza di reato i tre.

Acquisiti in tal modo importanti elementi informativi, si procedeva ad una meticolosa ed articolata attività di indagine che consentiva di ricostruire l’intera attività criminosa operata dal gruppo nel sud-pontino tra i mesi di luglio ed ottobre 2016.

In particolare, si accertava che l’organizzazione criminale, solida e ben strutturata, – secondo i militari – era finalizzata con continuità all’attività di individuazione, furto ed immissione in canali di ricettazione partenopei, di autovetture, prevalentemente delle marche Fiat e Lancia, secondo un collaudato modus operandi: più sodali, a bordo di un’autovettura “pulita”, solitamente una Renault Twingo in uso al leader del gruppo, Alessandro Rippa, di notte si recavano nel sud-pontino dove, individuata l’autovettura di loro interesse (anche più di un veicolo in alcune occasioni), mediante effrazione e sostituzione della centralina con altra non codificata, riuscivano a metterla in moto ed asportarla per poi fare rientro in Campania. In alcune occasioni, inoltre, si è osservato che il gruppo rubava anche più autovetture di quante fosse in grado di trasportarne (dato il ridotto numero dei correi presenti per guidarle), pertanto, le occultava in aree periferiche o nascoste della zona, per poi recuperarle in un secondo momento, anche a distanza di molte ore.

L’attività di indagine, nel suo complesso, ha consentito di certificare la responsabilità del gruppo relativamente a ben 24 furti commessi tra Gaeta e Formia, nonché recuperare e restituire ai legittimi proprietari 6 delle autovetture asportate.

Il brillante risultato operativo, frutto del costante impegno profuso nella prevenzione e repressione dei reati contro il patrimonio, si pone in continuità con l’analoga operazione di servizio che la Tenenza di Gaeta ha concluso nel decorso mese di novembre, con l’individuazione e la completa disarticolazione di un’associazione per delinquere dedita a furti di autovetture di elevato valore economico, delle marche BMW, LAND ROVER e MINI, particolarmente attiva nel sud-pontino, che era costituita da quattro cittadini ucraini, domiciliati tra le province di Napoli e Caserta”.

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