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I docenti ci sono ma le cattedre restano scoperte. Aumentano le supplenze brevi e saltuarie. L’allarme della Gilda di Latina

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Paradosso scuola: i docenti ci sono ma le cattedre restano scoperte. Per Patrizia Giovannini, coordinatrice provinciale della Gilda di Latina, solo nel Lazio, su oltre 9mila posti autorizzati ne sono stati finora assegnati tra i 5 e i 6mila. Tali ritardi dipenderebbero dalle continue defezioni delle commissioni d’esame, dagli errori registrati negli scritti del concorso bandito nel 2020 e da un concorso straordinario bis che si sta ancora svolgendo quando si sarebbe dovuto concludere entro il 31 agosto scorso.

A una settimana dalla ripresa delle lezioni in aula, la situazione caotica denunciata nei mesi scorsi dalla Gilda Insegnanti al Ministero e agli altri organi competenti è tutt’altro che risolta. Le motivazioni di questo “flop” risiedono nella cattiva organizzazione dei concorsi: «Basti pensare che dal 2020 ad oggi – sottolinea la Giovannini – ne sono stati banditi 5, ma non si sono ancora conclusi e molte graduatorie ancora devono essere compilate. Tali ritardi dipendono dalle continue defezioni delle commissioni d’esame, dagli errori registrati negli scritti del concorso bandito nel 2020 e da un concorso straordinario bis che si sta ancora svolgendo quando si sarebbe dovuto concludere entro il 31 agosto. Pertanto, a fronte di questo stallo i ruoli sono stati assegnati a poco più della metà del contingente previsto».

La situazione è altrettanto critica sul fronte del reclutamento dei supplenti: «Il sistema informatizzato – continua a spiegare la segretaria della Gilda – non ha rispettato i diritti di graduatoria dei docenti plurititolati con anni di esperienza, né le indicazioni previste nell’ordinanza ministeriale e nelle istruzioni operative ad essa correlate. Non sono stati pubblicati per tempo i quadri delle disponibilità e quelli pubblicati si sono spesso rivelati inesatti, col risultato che molti docenti hanno dovuto presentare domanda alla cieca o per posti inesistenti. Sarebbe bastato raccogliere tutte le informazioni sui posti vacanti lasciati liberi dai concorsi e quindi intervenuti successivamente al primo settembre; solo allora, dopo il 6 settembre e comunque prima dell’inizio delle lezioni, avrebbe avuto senso pubblicare le convocazioni per l’attribuzione delle cattedre».

Inoltre, ad oggi, restano aperti i problemi legati alle graduatorie provinciali, sulle quali l’ufficio scolastico sta ancora lavorando per correggere le ulteriori défaillance dell’algoritmo ministeriale.

«Alla luce di tutte queste falle – conclude la Giovannini – è evidente come il ministero non abbia assolutamente considerato l’importanza della continuità didattica per gli alunni. In questo quadro, infatti, aumentano le supplenze brevi e saltuarie con continui cambi di insegnanti: un problema diventato ormai cronico, che va a discapito dei diritti degli insegnanti e soprattutto dei diritti degli studenti. Pertanto, ci vedremo costretti a continuare ad appoggiare azioni di tutela giuridica verso tutti coloro che sono stati lesi».

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