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Il consigliere regionale PD, Salvatore La Penna: «Soddisfazione per approvazione della carta vocazionale Acquacoltura»

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Per il consigliere regionale PD, Salvatore La Penna, si tratta di un risultato colto con gioco di squadra. C’è soddisfazione per l’approvazione in Giunta Regionale della Carta Vocazionale Acquacoltura delle zone di mare territoriale della Regione Lazio e ringraziamo l’Assessora Regionale Enrica Onorati per il lavoro svolto. La Carta vocazionale ha visto la collaborazione della Direzione Regionale Agricoltura, Promozione della Filiera e della Cultura del Cibo, Caccia e Pesca, Foreste; l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA); l’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale del Lazio (ARPA Lazio) e l’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS).

Golfo di Gaeta e area sensibile, La Penna: «Soddisfazione 
per approvazione della carta vocazionale Acquacoltura»

Risultato colto con gioco di squadra, anche a seguito di un mio emendamento accolto nella legge regionale 16/2020. Esprimiamo soddisfazione per l’approvazione in Giunta Regionale della Carta Vocazionale Acquacoltura delle zone di mare territoriale della Regione Lazio e ringraziamo l’Assessora Regionale Enrica Onorati per il lavoro svolto. La Carta vocazionale ha visto la collaborazione della Direzione Regionale Agricoltura, Promozione della Filiera e della Cultura del Cibo, Caccia e Pesca, Foreste; l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA); l’Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale del Lazio (ARPA Lazio) e l’Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale (OGS). Per quanto riguarda la mia attività di consigliere regionale si tratta di una doppia soddisfazione: con l’approvazione della Carta Vocazionale si è dato seguito a quanto previsto dall’articolo 15, comma 3, della legge regionale 23 novembre 2020, n. 16. Tale articolo è composto per intero dal testo di un mio emendamento, approvato dall’aula il 5 novembre 2020.  L’emendamento fu necessario per apportare la dovuta chiarezza in merito alla complessa vicenda dell’acquacoltura nella nostra regione. Il succitato emendamento, al fine di tutelare l’ambiente, andava nella direzione di fornire un supporto tecnico agli Enti Locali a cui era stata intestata dalla Legge Regionale 1/2020 la materia delle concessioni per l’esercizio dell’acquacoltura. In quella sede si confermò il fatto che, mediante  la redazione di una Carta regionale, sarebbero state individuate le aree idonee e non idonee all’insediamento degli impianti destinati all’esercizio dell’attività dell’acquacoltura e che la stessa carta sarebbe stata adottata dalla Giunta Regionale, ferma restando la competenza dei Comuni di decidere riguardo le eventuali aree da concedere all’attività di acquacoltura a seguito degli iter amministrativi previsti per Legge. La nostra visione è stata da sempre chiara: la prospettiva di sviluppo della fascia costiera del sud pontino passa necessariamente attraverso la tutela dell’area sensibile del Golfo e la valorizzazione della sua vocazione naturalistica, turistica e paesaggistica. L’obiettivo di salvaguardare la ricchezza dell’ambiente e del paesaggio rende necessario procedere con interventi concreti che regolino la materia delle concessioni nella direzione auspicata; in tal senso auspichiamo che possa cessare un dibattito spesso strumentale, avulso dalla realtà dei fatti. Non tutte le aree del Lazio sono interessate da un’area sensibile e in tal senso è opportuno che le scelte che verranno operate rispettino criteri stabiliti attraverso valutazioni tecniche di valore scientifico che la Carta Regionale è in grado di fornire“.

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