Il Lazio tra le regioni più connesse d’Italia

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Pubblicato 21-11-2020 ore 12:26  Aggiornato: 21-11-2020 ore 13:52

Continua a passo spedito lo sviluppo della banda ultralarga nel Lazio, che conferma di essere una delle regioni più connesse d’Italia. Tim ha infatti avviato un importante piano che già da oggi rende disponibili i collegamenti in fibra ottica nelle aree bianche di 47 comuni distribuiti sull’intero territorio regionale, che aumenteranno progressivamente nel corso delle prossime settimane, attraverso l’accensione di 221 armadi stradali collegati alla rete Fttc. I 47 comuni del Lazio sono così distribuiti a livello delle singole province: Roma 6, Frosinone 19, Latina 10, Rieti 10, Viterbo 2.

L’iniziativa, che rientra nell’ambito di un importante programma nazionale, ha l’obiettivo di dare attuazione alle disposizioni emergenziali arrivate dalle principali istituzioni e autorità del Paese. In particolare, con riferimento all’articolo 82 del decreto Cura Italia per l’emergenza Covid-19, all’Ordinanza della Presidenza del Consiglio e alle misure urgenti di Agcom riguardanti i servizi a banda larga e ultralarga. Un insieme di misure rivolte agli operatori con la richiesta di adottare tempestive iniziative atte a potenziare le infrastrutture di rete e a garantirne il funzionamento e l’operatività migliorandone la disponibilità, la capacità e la qualità, consentendo inoltre di rafforzare la rete gestendo i picchi di traffico di questa fase.

Tim, sulla base del programma di copertura, ha già acceso i servizi a banda ultralarga nei comuni che rientrano nella prima tranche di interventi, rendendoli disponibili sia alla clientela retail sia a quella wholesale.

Grazie a questo progetto si darà la possibilità alle aziende la copertura necessaria per essere competitive nel mondo del lavoro, ed ai privati la possibilità di portare avanti tutte le attività legate alla rete, compreso l’intrattenimento che a oggi è lagato fondamentalmente ai social, alle serie tv in streaming, fino ad arrivare al mondo dei giochi come Netbet roulette e tanto altro ancora.

Dal punto di vista lavorativo la regione dimostra di essere molto attenta al fenomeno dello smart working. La Regione ha infatti pubblicato l’avviso “Piani Aziendali di Smart Working – Adozione di modelli e strumenti da parte delle imprese e dei titolari di Partita IVA del Lazio”.

Si tratta di una nuova misura che aiuta le imprese del Lazio con due milioni di euro in favore dello smart working, fino ad esaurimento delle risorse finanziarie impegnate.

Possono partecipare all’avviso i soggetti che esercitano attività economica e che, al momento della presentazione della domanda, sono in possesso dei seguenti requisiti:  essere imprese regolarmente iscritte alla Camera di Commercio di competenza; oppure: essere soggetti, non iscritti alla Camera di Commercio, in possesso di partita IVA; avere sedi operative o di esercizio ubicate nella Regione Lazio, presso le quali svolgere le attività di cui al contributo richiesto; avere un numero di dipendenti almeno pari a 2.

Il bando prevede che il finanziamento potrà essere utilizzato sia per servizi di consulenza e formazione finalizzati all’adozione di un piano di smart working, sia per l’acquisto di strumenti tecnologici per l’attuazione del piano di smart working aziendale.

Gli acquisti online

Cambia anche il mondo degli acquisti online. Secondo una recente statistica sono 1.765 le imprese romane che, a fine 2018, risultavano registrate nella categoria merceologica “Commercio al dettaglio di qualsiasi tipo di prodotti effettuato via internet”. Un podio completato dalle 1.662 imprese di Milano e dalle 1.489 di Napoli. E queste sono le uniche tre province a superare la soglia delle mille imprese di commercio on line (la quarta è Torino con 829 imprese).

Dieci anni fa, nel 2009, le imprese romane di e-commerce erano 607: a oggi il numero è quindi sostanzialmente triplicato. Di rilievo è il fatto che per il 56,7% si tratti di imprese individuali (52,8%) o di società di persone (3,9%), a indicare come i canali di commercio elettronico possano costituire un veicolo di crescita anche per le realtà di minore dimensione e porre un argine alle crescenti difficoltà del commercio tradizionale. 

Superiori alla media italiana sono, poi, a Roma le imprese del commercio operanti nella vendita al dettaglio su internet a conduzione femminile (522, pari al 29,6% del totale, contro il 25,9% del dato nazionale) e straniera (195, pari all’11% del totale, contro il 9,7% del dato nazionale). Le imprese giovanili di e-commerce, al 31 dicembre 2018, erano 376 pari al 21,3% del totale (26% a livello nazionale).

Un cambiamento radicale che porta le realtà capitoline a puntare con maggior insistenza verso il mondo del web per sfruttare tutti quelli che sono i vantaggi della rete.

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