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Il nuovo Vescovo di Velletri-Segni, Monsignor Stefano Russo, visita il carcere di Velletri.

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Il Si.P.Pe. (il sindacato di Polizia Penitenziaria) continua a lanciare l’allarme sulla grave carenza di Personale di Polizia Penitenziaria.

Nella mattinata di domenica il nuovo Vescovo di Velletri- Segni, Monsignor Stefano Russo, accompagnato dal sacerdote Don Antonio Brazza ha iniziato il suo insediamento presentandosi per prima ad una rappresentanza di detenuti ristretti nel penitenziario di Velletri. Il Vescovo è stato ricevuto dalla Direttrice Dott.ssa Maria Donata Iannantuono, dal Comandante Dott.ssa Alessia Assante, da una piccola rappresentanza di Agenti di Polizia Penitenziaria, dal parroco del penitenziario Don Franco Diamante e da alcuni suoi volontari della parrocchia.

La visita al penitenziario si è svolta con la celebrazione della SS. Messa da parte del Vescovo con affianco i ministranti Don Franco Diamante e Don Antonio Brazza.

Durante la celebrazione della SS. Messa è stato portato come dono all’altare un cesto simbolico contenente vari piccoli alimenti prodotti nell’ aria agricola del penitenziario. Alla fine della SS. Messa, il Vescovo insieme alla Direttrice e Comandante ha visitato alcune sezioni detentive e parte dell’aria agricola.

A darne notizia è Carmine Olanda e Ciro Borrelli del Si.P.Pe. (Sindacato Polizia Penitenziaria) che giorno 09.06.2022 hanno protestato nel piazzale antistante del penitenziario di Velletri contro la gravissima carenza di personale di Polizia Penitenziaria.

Attualmente – commenta Borrelli – il penitenziario di Velletri soffre di circa 85 unità di Polizia Penitenziaria in meno. Pochi giorni fa, presso il carcere di Velletri è venuto a fare visita anche  il Provveditore dell’Amministrazione Penitenziaria Lazio-Abruzzo e Molise “oggi nominato Vice Capo Dipartimento” Dott. Carmelo Cantone che prendendo atto delle criticità rappresentate si è impegnato a trovare una soluzione che possa ammortizzare la problematica. Siamo a tutt’ oggi in attesa di un riscontro concreto.

Come Sindacato – continua Olanda – abbiamo più volte scritto al Ministro della Giustizia e a tutti gli organi competenti, purtroppo, a tutt’oggi non abbiamo ricevuto nessuna risposta. Non possiamo accettare che di fronte ad un’emergenza simile, per fare fronte all’ emergenza, anziché mandare nuovo Personale, le Direzioni spesso emanano disposizioni di servizio che non fanno altro che aggravare ulteriormente i carichi di lavoro senza risolvere niente, perché difficili da applicare.

Nessuno si è mai preoccupato del povero Agente che gestisce da solo una sezione detentiva che contiene dai 52 detenuti in sudi varie etnie, con vari problemi giudiziari e alcuni anche con vari problemi di natura mentale.

Basta! – concludono i Sindacalisti Olanda e Borrelli – le Autorità competenti non possono girarsi dall’altra parte facendo finta di non vedere e di non sentire. Se poi la Polizia Penitenziaria deve essere considerata un problema per il Dipartimento, che la transitassero nella Polizia di Stato ed il problema è risolto. Lo Stato deve garantire i diritti ai lavoratori prima che tutto diventa come una polveriera pronta ad esplodere”.

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