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LAN Gate, è davvero tempo di separare giochi a vincita in denaro e videogame?

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Lo scorso mese di aprile si consumava il LAN Gate, che è andato a scuotere il mondo del gioco. A realizzarlo l’imprenditore Sergio Milesi, presentando un esposto all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli sull’uso improprio delle apparecchiature LAN. A quel punto le forze dell’ordine hanno avviato una serie di controlli in tutto il territorio nazionale. Un panico poi rientrato: ADM ha subito chiarito che chi era in regola non avrebbe avuto alcun tipo di ripercussione.

Paura e incertezza però hanno dominato. Questo perché il mondo del gioco in Italia necessita di un intervento normativo adeguato. La situazione è precaria per tutto il settore, spaccato al suo interno.

Nelle ultime settimane è emerso che gli eSports sono sempre più popolari e si differenziano perché le loro sessioni di gioco si disputano tramite videogiochi di uso domestico, in luoghi pubblici o circoli. Ma anche gli eSports, ad oggi il settore più in forma di tutti, mancano di una effettiva regolamentazione. La realtà è che ad oggi i locali pubblici sono sottoposti a rigidi controlli, in base all’articolo 100 del Testo Unico di pubblica sicurezza voluto per limitare l’uso improprio di videopoker.

Per questo motivo ogni gioco viene sottoposto a processi di certificazione ed omologazione ed ogni dispositivo va in uso solo dopo l’autorizzazione regolare. Misure rigide che oggi non hanno più ragion d’essere, dal momento che i videopoker hanno circolazione esigua e nei luoghi pubblici dove sono piazzati i videogame non avviene nessuna pratica di gioco d’azzardo. Per questo gli operatori del settore stanno chiedendo a gran voce una separazione tra i due rami del settore, quello dei videogame e quello dei giochi a vincita in denaro. Tra questi giochi a vincita figurano anche le slot machine online, che però rientrano nell’offerta dei casinò autorizzati dall’ADM. Si tratta di due forme di intrattenimento completamente diverse.

Il LAN Gate pare aver aperto una crepa evidente. Infatti lo scorso 13 maggio è stato firmato il protocollo sull’utilizzo a fini sportivi degli apparecchi senza vincita in denaro. L’inizio forse di un ripensamento generale della normativa? Il momento di separare i due rami pare ormai essere giunto: in questo caso ADM e MEF avrebbero tutela dei giochi a vincita, il MISE invece si occuperebbe di quelli non a vincita. O si fa così o si deve arrivare finalmente alla riforma dell’intero comparto gioco. Per troppo tempo sperata e, finora, sempre disattesa.

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