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Lo sviluppatore è il lavoro del presente. Ma soprattutto del futuro

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Tutti lo cercano, tutti lo vogliono, il suo curriculum è quello più ricercato, il suo profilo quello più richiesto dal mercato. Stiamo parlando dello sviluppatore, lavoro che negli ultimi anni è salito in vetta alle classifiche di gradimento, di cima agli identikit delle risorse umane. Questo perchè le loro competenze sono sempre più ricercate. In Europa, sì, ma anche in Italia.

Lo dimostra in particolar modo il Rapporto annuale sul 2021 dell’Istat, l’ente di ricerca tricolore. Nel suoi report si legge infatti che le professioni legate all’informazione, alla comunicazione e ai progetti web sono aumentate in maniera esorbitante. Le ICT, ovvero le Information and Communications Technology, hanno raggiunto nel 2020 il 4.3% di occupazione in Europa mentre in Italia registrano il 3.6%.

Un lavoro in crescita, diffuso sia nell’ambito dei social media che in quello dell’industria dell’intrattenimento, in particolare nell’ambito della produzione di slot online con soldi veri. Servono infatti esperti di grafica, di meccanismi ludici, di design, di algoritmi. E per fare tutto questo servono investimenti. Secondo l’Unione Europea servirebbero almeno 806 miliardi di euro per la digitalizzazione nel periodo 2021-2026, fondi che saranno erogati con il NGEU, Next Generation UE, strumento di rilancio dell’economia comunitaria falcidiata dal Covid 19.

Ma tornando ai dati occupazionali, i dati dell’Osservatorio delle Competenze Digitali riportano che solo in Italia ci siano oltre 100 mila posizioni di lavoro disponibili nel settore della digitalizzazione. Un mondo dove è importante saper fare e dove per essere qualificati non serve per forza una laurea o un master. Perchè l’obiettivo dello sviluppatore web è quello di creare portali, applicazioni, siti web, plasmare semplici pagine statiche oppure ideare software gestionali ed e-Commerce. Il bravo sviluppatore è quello che sa coniugare aspetto grafico e contenuti, prestazione e tecnica.

E per farlo, basta avere un’idea. “Durante il 2020 ho deciso di lasciare il mio lavoro – racconta Valerio, che prima di essere sviluppatore lavorava nell’abbigliamento – Ho corso dei rischi ma ne è valsa la pena: subito dopo l’Hackademy ho sostenuto colloqui con cinque diverse aziende e ho avuto la possibilità di scegliere la proposta per me più congeniale. Ora mi occupo sia di back-end che di front-end, realizzando applicativi gestionali e lavorando con i data base”. 

Insomma, il lavoro del futuro è lo sviluppatore. E per diventarlo serve coraggio e voglia di fare. Doti non da tutti, ovviamente. Ma che si possono trovare se si ha voglia di cambiare la propria vita.

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