L’omaggio alla Sardegna dei Liberi Cantores di Aprilia

Archivio Spettacolo e Cultura  

Pubblicato 27-07-2020 ore 16:10  Aggiornato: 03-08-2020 ore 15:44

Quarto appuntamento video-musicale per i Liberi Cantores di Aprilia diretti dal Maestro Rita Nuti nell’ambito delle attività musicali legate al “Virtual Chorus Reunion”. Dopo aver attraversato la Penisola da Roma a Napoli fino a giungere alle Dolomiti, la Corale apriliana approda nella magnifica e ancestrale terra di Sardegna con una delle canzoni d’amore più celebri della sua tradizione popolare: Non potho reposare. Un brano composto nel 1920 da Giuseppe Rachel sui versi della splendida poesia d’amore dal titolo “A Diosa”, scritta nel 1915 da Salvatore Sini e proposta oggi dalla corale apriliana sulla base dell’armonizzazione del maestro Lamberto Pietropoli.

A partire dal 1921 il motivo è stato inserito nel repertorio del “Corpo musicale filarmonico” di Nuoro e negli anni a seguire esso è stato portato alla ribalta da numerosi artisti di fama nazionale ed internazionale come i tenori Plácido Domingo, Maurizio Carta, Giuseppe Tanchis; i cantanti pop/rock Pierangelo Bertoli, Gianna Nannini, Anna Oxa, Noa e Antonella Ruggiero. Splendida l’interpretazione del brano ad opera di alcune voci folk, legate alla tradizione più squisitamente popolare sarda come quelle di Maria Carta, Anna Loddo, Tazenda, Bertas e Andrea Parodi. Numerose le rivisitazioni del pezzo anche ad opera di formazioni corali polifoniche come il Coro di Nuoro, il Coro Barbagia, il Coro Ortobene, Su Nugoresu, Sos Canarios e di numerosissimi cori nazionali ed internazionali che hanno inserito nel loro repertorio questo brano particolarmente intenso e di grandissimo impatto emotivo.

Non potho reposare si pone nel panorama culturale italiano e internazionale come una delicata poesia in musica dallo stile narrativo piano e scorrevole, una melodia popolare che affonda le sue radici in origini antichissime ed assume una connotazione fortemente identitaria nella scelta intenzionale della lingua sarda pur trattando un tema, come quello dell’amore, di respiro più ampiamente universale. E’ senza dubbio un brano che travalica il tempo e lo spazio sollecitando emozioni e riflessioni molteplici. E’ un’opera figlia dell’uomo e dei suoi moti interni più veri ma è anche un’opera figlia di una terra antica e indomita, calda e potente, fiera nella sua magnificenza primigenia, sospesa in lunghi e distesi silenzi dalle prospettive che sempre si rinnovano; nobile nella sua essenza di libertà e di magnificenza, nella rudezza primordiale e selvaggia così come nella bellezza più soave e incantevole dei suoi scorci storici e naturalistici.

Non potho reposare è un canto sempiterno che il coro Liberi Cantores ha voluto donare al suo pubblico attraverso un’esecuzione appassionata e ardente, viva e delicata, toccante ed emotivamente coinvolgente. Di grande impatto emozionale l’interpretazione d’insieme, frutto di una felice armonia tra le diverse sezioni del Coro, per inneggiare all’antico e struggente sentimento d’amore che rende pregna di significato l’esistenza dell’uomo. Delicata ed espressiva la tessitura canora dei soprani, intenso e melodico il contributo vocale dei tenori, calde e appassionate le armonizzazioni dei contralti, di grande spessore comunicativo le suggestioni evocate dai toni gravi dei bassi. Ancora una volta i Liberi Cantores, sapientemente supportati dal direttore artistico e dai rispettivi capi voce, ci regalano un vero e proprio capolavoro musicale in versi, note, suggestioni e immagini attraverso la realizzazione di un breve cortometraggio dedicato agli ultimi dieci anni di attività corale ed elaborato con il supporto tecnico audio-video di Anselmo Fioratti e di Maria Pia Fenzi. La Corale apriliana saluta momentaneamente il suo pubblico per gustare una meritatissima pausa estiva e riprenderà le attività a settembre con nuove ed emozionanti proposte musicali.

 

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