Migranti, in 18 fuggono da Cori. Rintracciati in 13. Il sindaco: “Ci era stata garantita vigilanza h24”

Archivio Cronaca  

Pubblicato 02-08-2020 ore 15:42  Aggiornato: 09-08-2020 ore 15:38

L’isolamento a Cori non li aveva convinti sin da subito e così appena hanno potuto hanno abbandonato il Santuario della Madonna del soccorso: 18 migranti sono fuggiti, ma in 13 sono già stati rintracciati. Intanto i 12 ragazzi Positivi al tampone ospitati alla ex Rossi Sud di Latina verranno trasferiti a Roma da domani.

L’intervento del sindaco di Cori De Lillis: “Ci siamo trovati nella condizione di dover superare perplessità che pure avevamo. Occorreva prendere delle decisioni in una situazione di emergenza e necessità. Noi ci siamo messi a disposizione – abbiamo fornito anche le brande su cui questi ragazzi hanno dormito -, li abbiamo accolti nonostante, come dicevo, le nostre perplessità (e il malcontento di una parte della popolazione) anche perché avevamo rassicurazioni sui controlli e sul fatto che si sarebbero garantite la sicurezza e la tranquillità di tutti. Dopodiché non è l’amministrazione comunale che può assumersi la responsabilità della vigilanza e dei controlli, non possedendone evidentemente gli strumenti. Ora, è vero che le forze dell’ordine sono riuscite celermente a riprendere 13 dei 18 ragazzi però, nella prosecuzione del dialogo tra le forze dello Stato e il Comune, si chiedono, con rispetto ma con forza, controlli e vigilanza efficaci che rispettino la comunità di cori e le sue esigenze di sicurezza, anche in virtù del fatto che questo luogo è stato scelto dalle forze dell’ordine proprio perché ritenuto più idoneo per un controllo efficiente. Noi ci siamo assunti le nostre responsabilità – anche perché rispondiamo a istituzioni superiori, come ministero dell’Interno e Prefettura – ma non possiamo da soli far fronte o rispondere di una situazione di questo tipo, è indispensabile che tutte le forze dello Stato, ciascuno per il proprio ruolo, si assuma le sue. Da questa esperienza, come ho avuto già modo di dire e ribadisco ora, risulta ancora una volta evidente che il tema dell’immigrazione non va sempre affrontato sull’onda dell’emergenza. Il territorio provinciale tutto deve attrezzarsi in modo strutturato e organizzato ed evitare nel futuro di coinvolgere sempre le stesse le comunità che si sono sempre dimostrate vocate al valore dell’accoglienza”.

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