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Movap Aprilia: “no all’ipotesi proposta dal commissario ad acta di una discarica di servizio in città”.

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Movap Aprilia dice “no all’ipotesi di una discarica di servizio in città”. “Con il decreto del 16 giugno scorso – spiega il presidente, Alessandro Mammucari – il Commissario ad Acta nominato per l’individuazione di uno o più siti nel territorio della Provincia di Latina, idonei alla localizzazione e realizzazione degli impianti di smaltimento dei rifiuti per garantire l’autosufficienza dell’ATO Latina, sono stati individuati tre siti idonei tra cui uno ricadente nel territorio apriliano. L’ipotesi della realizzazione di una discarica di servizio ad Aprilia è davvero molto preoccupante, – dice – anche perché la nostra Città, in questo ambito, già ospita una consistente quantità di impiantistica necessaria per chiudere il ciclo e garantire l’autosufficienza al sistema nel suo complesso”.

“Di fronte a questa situazione, – prosegue Mammucari – il posizionamento di un ennesimo impianto sarebbe davvero troppo e le istituzioni non possono rimanere sorde rispetto al grido di allarme lanciato dai cittadini apriliani.  Tanti gli impianti di trattamento dei rifiuti autorizzati nel corso di questi anni sia sul versante della gestione della frazione differenziata che su quella del trattamento e smaltimento della frazione indifferenziata, che portano al limite il rispetto del coefficiente di sostenibilità ambientale quale parametro da rispettare per la localizzazione di nuovi impianti”.

“Il no alla proposta del Commissario ad Acta, oltre che a considerazioni di carattere paesaggistico ed ambientale, – secondo MovAp Aprilia – arriva anche alla luce della nuova disciplina che il Piano Nazionale dei Rifiuti, introdotto con il PNRR, prevede con riferimento alla realizzazione dei nuovi impianti di trattamento dei rifiuti necessari per chiudere il ciclo di gestione dei rifiuti urbani.

Alla luce di quanto previsto dal Piano il concetto di autosufficienza dovrà essere valutato a livello di macroarea territoriale che comprenderà più regioni, che nel nostro caso vedrà inserita la Regione Lazio nella macroarea comprendente la stessa, la Toscana, l’Umbria e le Marche. Il rischio reale che l’area nord della provincia di Latina diventi l’hub di riferimento per quanto riguarda il trattamento e smaltimento della frazione indifferenziata.

Un No deciso contro la decisione del Commissario ad Acta chiedendo alle istituzioni locali di porre in atto tutte le azioni per bloccare la realizzazione dell’ennesimo impianto nel nostro territorio”.

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