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Nettuno, “Stop al trasferimento di altri migranti sul territorio”

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Sul litorale romano una mobilitazione per impedire il trasferimento di nuovi migranti sul territorio. I sindaci di Anzio e Nettuno, uniti, hanno avviato un colloquio con la Prefettura. “Annuncio – dice il sindaco Alessandro Coppola di Nettuno – che grazie ad un costante lavoro di collaborazione tra maggioranza e opposizione e ad un intenso dialogo con la Prefettura di Roma si è scongiurato l’arrivo dei migranti in città. Ringrazio per la sensibilità il Prefetto di Roma che ha ascoltato i timori del nostro territorio già provato da troppi casi di Coronavirus”. A Nettuno nella giornata non ci sono stati nuovi casi di contagio. I positivi sono in tutto 50.

“Ringrazio la maggioranza sempre presente in ogni emergenza – dice Coppola – e l’opposizione tutta che con spirito di collaborazione in questo periodo drammatico sta dialogando costruttivamente per superare uniti una fase storica difficilissima. Infine ringrazio la Asl per la sempre fattiva collaborazione e la Regione Lazio che ha ascoltato le nostre ragioni”.

Il sindaco di Anzio de Angelis aggiunge: “Avendo appreso, dalla stampa locale ed unicamente in data odierna, che sono stati trasferiti dal Centro di Accoglienza Stranieri di Nettuno, sito in Via Sele, presso la sede di Anzio, in Via Portofino, un numero imprecisato di migranti, con la presente si intima, a tutela della salute pubblica, di riscontrare urgentemente quanto di seguito indicato:

– Nominativi di tutti i soggetti ospitati presso la struttura di Via Portofino.
– Nominativi dei soggetti trasferiti presso la struttura, in data odierna, con provenienza dalla sede di Nettuno – Via Sele.
– Estremi della comunicazione indirizzata da codesta Cooperativa di Nettuno al Comune di Anzio, indicante le procedure di mobilità adottate per il trasferimento degli stessi (a titolo esemplificativo: modelli di autocertificazione, autodichiarazione dei singoli di non essere positivi al COVID-19, temperatura corporea ecc.).
– Estremi della comunicazione indirizzata all’Asl territoriale prevista e necessaria in caso di attivazione delle misure di sorveglianza sanitaria ed isolamento fiduciario, con indicazione dei nominativi dei soggetti oggetto di tali misure restrittive.
– Indicazione delle misure adottate all’interno della struttura per i soggetti posti in sorveglianza sanitaria ed autoisolamento obbligatorio, per il contenimento ed il contrasto della diffusione da Covid-19, nel rispetto delle direttive sanitarie all’uopo previste.
– Indicazione delle modalità e delle misure adottate per il controllo degli ospiti posti in sorveglianza sanitaria e isolamento fiduciario.

Tanto sopra al fine di verificare che siano state rispettate nel territorio di Anzio tutte le procedure, i protocolli, le direttive sanitarie nazionali previste ed obbligatorie, quali azioni di contrasto e contenimento della diffusione epidemiologica da Covid-19.

All’ASL, che legge per conoscenza, si richiede voler assicurare l’Ente scrivente circa la correttezza dei protocolli sanitari adottati dalla Cooperativa ed il rispetto delle misure previste dall’intero iter procedurale.
Alle Forze dell’Ordine, che leggono per conoscenza, si richiede di voler comunicare se siano state effettuate, in data odierna, attività di controllo del territorio dalle quali fosse scaturito l’eventuale transito degli stranieri, ospiti nella struttura di Nettuno e trasferiti a quella di Anzio”.

E’ la nota a firma del Sindaco di Anzio, Candido De Angelis e del Dirigente alla Sanità e Ambiente, Angela Santaniello, indirizzata ai Centri di Accoglienza di Nettuno (Via Sele) ed Anzio (Via Portofino), a tutela della salute pubblica della Cittadinanza. Nella missiva, indirizzata anche alla Prefettura di Roma, il Sindaco chiede all’Asl comunicazioni formali rispetto alle procedure sanitarie adottate, per il trasferimento degli stranieri da Nettuno ad Anzio.

“Diciamo sempre che non è questo il momento delle divisioni – afferma il Sindaco De Angelis – ma, purtroppo, è difficile far finta di nulla davanti a certe imposizioni. Si tratta dell’ennesimo atto sconcertante che subiamo sul nostro territorio ma, allo stesso tempo, resto basito su come si possa, in piena emergenza coronavirus e senza rispettare le direttive di questi giorni, trasferire un numero imprecisato di migranti, da una città all’altra, senza neanche informare l’Amministrazione Comunale”.

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