No al bullismo. Il Vescovo Crociata ai ragazzi: “Trasformate rabbia e paura in energia positiva”

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Pubblicato 08-02-2018 ore 15:47  Aggiornato: 16-02-2018 ore 15:44

Ieri mattina il vescovo Mariano Crociata ha partecipato alla Seconda Giornata nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo a scuola, incontrando a Latina, presso l’Istituto comprensivo “Frezzotti-Corradini”, gli studenti della scuola media impegnati nella campagna “Io non ci sto più”.

La dirigente scolastica Roberta Venditti ha illustrato a monsignor Crociata il lavoro della sua scuola nella prevenzione del bullismo, anche come “Centro Territoriale di Supporto alle Nuove tecnologie e disabilità”, che supporta le altre scuole della provincia di Latina nell’ambito di uno specifico programma del Ministero dell’Istruzione. All’evento ha collaborato l’Ufficio del Garante regionale del Lazio per i minori.

Ai giovani presenti, monsignor Crociata ha spiegato che «quando si parla di bullismo significa parlare anche di adulti che commettono errori oppure di fenomeni della comunicazione che mettono in circolo pensieri e atteggiamenti che si scaricano sui ragazzi. Certamente, ci sono anche tanti adulti che invece sono alleati dei giovani aiutandoli a crescere». Continuando a dialogare con gli studenti, monsignor Crociata si è chiesto quale sia la via per affrontare questo problema. «Io ne vedo una in particolare – ha continuato il Vescovo – e parto dalla vostra difficoltà di dover comunicare a qualcun altro che vi aiuti a capire ciò che avete dentro. Soprattutto due sentimenti che possono trovare posto nel vostro cuore. Il primo è quello della rabbia che si può accumulare per tante cose che non vanno. Il secondo è la paura di fronte a cose che non vanno, di non riuscire, di fronte alle attese. Sono due sentimenti che portano ad avere atteggiamenti non sempre equilibrati o corretti. Ecco, secondo me bisogna imparare a riconoscere questi sentimenti, a capirli, a saper trasformarli in energia positiva. Per esempio, la rabbia diventa volontà per superare le difficoltà; la paura, esercizio per conquistare il coraggio di affrontare gli impegni e le sfide della vita. Per fare questo abbiamo bisogno di esprimerci a parole, imparare a raccontare e per questo c’è bisogno delle persone giuste che abbiano la volontà e capacità di ascoltarci. Quello che ci fa male a volte è tenere dentro noi pesi troppi grandi. Come ci sono adulti sbagliati però ci sono adulti che ci aiutano a crescere, a capirci a ritrovare la forza per incanalare le nostre energie e ritrovate la giusta fiducia in noi stessi. Anche la creatività è uno dei modi per esprimere se stessi, come hanno fatto i vostri compagni di classe Siria e Alessandro componendo la canzone che è anche il titolo di questa giornata».

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