Nucleo contro il bullismo, partecipa anche il Consultorio diocesano di Latina

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Pubblicato 11-01-2019 ore 16:52  Aggiornato: 18-01-2019 ore 16:41

Continua l’espansione delle attività del Consultorio diocesano con una maggiore apertura alle realtà locali, esterne anche al mondo ecclesiale. In queste settimane, infatti, è stato perfezionato l’ingresso del Consultorio diocesano nel “Nucleo contro il bullismo”, come è conosciuto a Latina. Si tratta in realtà dell’adesione al Protocollo d’intesa Il coraggio è fuoco il bullismo è fumo, insieme possiamo smontarlo, coordinato dal “Centro territoriale di Supporto per le nuove tecnologie e la disabilità” di Latina, gestito per conto del Ministero dell’Istruzione dall’Istituto comprensivo Frezzotti-Corradini e guidato dalla dirigente scolastica Roberta Venditti. Del Protocollo fanno parte le principali istituzioni, come Prefettura e Questura oltre ad altre associazioni e organismi che si occupano di questa materia.

Il presidente del Consultorio, Vincenzo Serra, ha spiegato: «Noi abbiamo aderito al Protocollo perché siamo convinti che la Chiesa locale deve collaborare sul territorio con tutte le “forze” che s’impegnano per prevenire e contrastare la devianza minorile. Da sempre la nostra struttura è impegnata nel territorio pontino per la cura della funzione educativa rivolta anche a educatori e insegnanti, promuovendo presso le scuole incontri di educazione e formazione rivolti all’età adolescenziale, al fine di prevenirne l’eventuale disagio. Il Consultorio, inoltre, attraverso personale qualificato, dalla sua costituzione si occupa del sostegno e della cura psicologico/pedagogica dell’individuo e delle famiglie, attraverso percorsi di psicoterapia e consulenza genitoriale. Così, con l’adesione al Protocollo vuole intendere supportare genitori ed educatori che si trovano a far fronte a situazioni di bullismo: con figli o alunni bulli o bullizzati».

Il Consultorio diocesano può vantare una forte esperienza in ambito minorile maturata negli anni grazie all’Ufficio “In mediazione” per la conciliazione e riparazione, costituito con un protocollo d’intesa con il Ministero della Giustizia. Una strada intrapresa poiché il Consultorio diocesano ha sempre creduto che la giustizia riparativa contribuisca a risolvere le questioni risultanti dal reato con l’aiuto di un terzo imparziale. Senza dimenticare che la diffusione degli stessi principi della giustizia riparativa è un utile strumento di prevenzione per la devianza minorile.

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