Oltre 10.500 le domande per il reddito di cittadinanza in provincia di Latina, 1.603 ad Aprilia

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Pubblicato 21-11-2019 ore 18:45  Aggiornato: 28-11-2019 ore 18:43

“Sono 10.514 le domande di Reddito di cittadinanza accolte nella provincia pontina. Un dato che ci pone al secondo posto tra le province laziali per uomini e donne che attualmente percepiscono la misura introdotta da circa un anno. Prima in graduatoria è Roma con oltre sessantamila richieste approvate dall’Istituto nazionale di previdenza sociale, dopo di noi seguono Frosinone (9.865), Viterbo (5.414) e Rieti (2.849). Lo riferisce Lugi Garullo, Segretario Generale della Uil di Latina, commentando i dati elaborati dalla UIL per tutta la provincia e relativi al sussidio mensile erogato alle persone in difficoltà residenti sul territorio.

 “Guardando ad alcuni comuni dell’area pontina – spiega Garullo – scopriamo che Aprilia conta 1.603 cittadini che percepiscono il reddito, Fondi 784, Terracina 727, Formia 589, Minturno 563, Cisterna 573, a Sezze 568. Ma è il capoluogo a superare i tre zeri. Sono 2.462 infatti gli uomini e le donne di Latina che percepiscono il reddito e la pensione di cittadinanza. E poi ancora: a Gaeta le domande accolte raggiungono le 336 unità, a Sabaudia sono 251, a Itri 227, a Priverno 224. Scendono a 199 quelle di Cori, a 174 quelle di San Felice Circeo e a 131 quelle di Sermoneta. Si attestano invece a 73 nel Comune di Roccagorga, a 46 nel Comune di Sperlonga e a 14 in quello di Rocca Massima”. 

“Altre due province italiane hanno i nostri stessi numeri – aggiunge Garullo – A Brescia le domande di reddito e pensione di cittadinanza ad oggi sono 10.481, mentre nella provincia composta di Andria, Trani e barletta invece raggiungo le 10.116 unità. Mentre nel Lazio sono complessivamente 90.667 le persone che beneficiano di questa misura di sostegno al reddito”.

“I numeri che abbiamo elaborato – conclude Garullo – , confermano che nel nostro territorio le criticità sono ancora molte: posti di lavoro che svaniscono, difficoltà nel trovare una nuova occupazione.  Ma è proprio su questo che si concentra adesso la nostra attenzione: finora i centri dell’impiego non hanno dato i risultati che inizialmente il governo sperava. E’ necessario quindi apportare correttivi e puntare sugli investimenti, perché attraverso questi può ripartire il lavoro. Ultima annotazione: dal nostro studio emerge la scarsa incidenza delle pensioni di cittadinanza sul totale delle domande accolte di reddito accordate. Anche questo aspetto evidenzia che sull’intero fronte pensioni c’è ancora da lavorare”.

 

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