Omicidio di Luca Palli ad Aprilia: la Corte di Cassazione conferma le condanne a 30 anni di carcere per Sparacio e De Luca.

Archivio Cronaca  

Pubblicato 15-05-2021 ore 09:25  Aggiornato: 22-05-2021 ore 09:15

Luca Palli

Omicidio di Luca Palli: conferma definitiva per la pena di 30 anni di reclusione a testa per Massimiliano Sparacio, 46 anni, di Aprilia, e Vittorio De Luca, 32 anni, di Anzio. A distanza di quasi quattro anni dal delitto, arriva la decisione della Corte Suprema di Cassazione che ha rigettato i ricorsi presentati dai legali dei due condannati: Sparacio era difeso dall’avvocato Renato Archidiacono e dal professore Franco Coppi (noto cassazionista, nel corso della sua carriera ha difeso molti imputati in processi dall’alto impatto mediatico come Giulio Andreotti e Silvio Berlusconi).

De Luca si è avvalso degli avvocati Angelo Palmieri e Sinuè Luccone. Per loro però nulla da fare: 60 in totale gli anni di carcere che entrambi dovranno scontare. Ogni tentativo della difesa, dunque, è risultato vano. Confermata la tesi riconosciuta già in primo grado – con rito abbreviato – nel febbraio del 2019, a sua volta confermata in appello pochi mesi dopo. Si ribadisce, così, la premeditazione da parte di Sparacio e De Luca.

La famiglia Palli, costituitasi parte civile, è stata rappresentata ieri dall’avvocato di Latina Dino Lucchetti. Luca Palli, noto alle forze dell’ordine e dipendente della Multiservizi apriliana, venne ucciso il 31 ottobre 2017 in via Mazzini, ad Aprilia. Si trovava nel bar Ro&Mi di via Carroceto, stava consumando un aperitivo quando qualcuno lo ha invitato ad uscire. Allontanatosi dal locale e arrivato nella vietta buia venne freddato con quattro colpi di pistola calibro 38. Palli venne lasciato a terra sanguinante, mentre i due scapparono via a bordo di uno scooter.

Indagando, nel giro di un mese, grazie anche all’analisi delle immagini di sorveglianza della zona, i carabinieri del Reparto Territoriale arrestarono De Luca e Sparacio. Secondo gli inquirenti sarebbe stato De Luca ad attirare Palli in trappola. Lo aveva mandato Sparacio per evitare di essere immediatamente riconosciuto dalla vittima e dai suoi conoscenti. Palli, forse aveva intuito che qualcosa non andava, ma non si tirò indietro. Portò con sé un mazza da baseball e uscì. Poi l’esecuzione, in pochi istanti. Venne soccorso dal 118, trasferito al pronto soccorso della clinica di Aprilia, ma per lui non ci furono alterative alla morte.

Secondo quanto emerse dalle indagini, due anni prima dell’omicidio, Palli denunciò Sparacio per degli screzi personali. Dopo essersi conosciuti ad Anzio, De Luca e Sparacio iniziarono a pianificare l’omicidio.  Già in appello, i giudici confermarono i risarcimenti per le parti civili. Si chiude così una pagina buia della cronaca di Aprilia. Un delitto che lasciò l’intera città di sasso.

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