Operazione Antimafia “Aleppo” al Mof di Fondi: i Carabinieri arrestano 6 persone; altre due sono ricercate.

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Pubblicato 13-09-2018 ore 09:33  Aggiornato: 20-09-2018 ore 09:29

Operazione Antimafia “Aleppo” al Mof di Fondi: i Carabinieri del Comando Provinciale di Latina – sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma – all’alba hanno dato esecuzione tra le città di Fondi, Terracina e Mondragone (in provincia di Caserta) a 6 ordinanze di custodia cautelare: 3 in carcere e 3 ai domiciliari. I provvedimenti sono stati emessi dal Gip del Tribunale di Roma: tutti gli arrestati sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di estorsione, illecita concorrenza con minaccia o violenza, impiego di denaro di provenienza illecita, ed ancora trasferimento fraudolento di valori, autoriciclaggio ed intestazione fittizia di beni, reati commessi con l’aggravante del metodo mafioso.

Nel corso della stessa operazione si è, inoltre, proceduto al sequestro preventivo delle quote e del patrimonio aziendale di una società di trasporto, “La Suprema S.r.l.” che operava nell’ambito del M.O.F., il Mercato Ortofrutticolo di Fondi. Due persone sono ancora ricercate.

L’operazione “Aleppo” ha consentito di acclarare il controllo esercitato dalla famiglia D’Alterio sull’indotto del M.o.f., ottenuto anche grazie a radicati collegamenti con i clan camorristici casertani. Il gruppo familiare era capeggiato dal 62enne di Fondi Giuseppe d’Alterio alias “Peppe o’ marocchino”, finito in manette oggi assieme ai figli e ad altri affiliati all’organizzazione. Le ordinanze di custodia cautelare in carcere sono state eseguite anche a carico di Luigi ed Armando D’alterio, di 38 e 35 anni. Ai domiciliari sono finiti la 36enne Melissa D’Alterio, la 46enne Anna D’Avia, anche lei di Fondi, e Matteo Simoneschi, 31enne residente a Terracina.

 

“Prosegue l’azione strategica di contrasto dei sodalizi criminali – spiegano in una nota i Carabinieri del Comando Provinciale di Latina – che, avvalendosi del metodo mafioso, mirano ad acquisire il controllo dell’imprenditoria nel basso Lazio, per infiltrare e monopolizzare i vari settori delle attività produttive.

Dopo il duro colpo assestato alla famiglia Gangemi di Aprilia), l’Arma dei Carabinieri, sotto il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Roma, ha ora rivolto la propria azione di contrasto ad un gruppo criminale operante nell’ambito del M.o.f., il Mercato Ortofrutticolo di Fondi, importantissimo snodo commerciale della provincia pontina, con un importante ruolo distributivo a livello nazionale”.

“I Carabinieri del Comando Orovinciale di Latina, infatti, – prosegue la nota – nelle prime ore della mattinata odierna hanno dato esecuzione tra Fondi, Terracina e Mondragone (CE) a 6 ordinanze di custodia cautelare (3 in carcere e 3 agli arresti domiciliari) emesse dal G.i.p. presso il Tribunale di Roma, nei confronti di altrettanti soggetti ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di estorsione, illecita concorrenza con minaccia o violenza, impiego di denaro di provenienza illecita, trasferimento fraudolento di valori, autoriciclaggio e intestazione fittizia di beni, commessi con l’aggravante del metodo mafioso (art. 416 – bis.1 del codice penale). Nello stesso contesto si è inoltre proceduto al sequestro preventivo delle quote e del patrimonio aziendale di una società di trasporto, “La Suprema S.r.l.”. Ulteriori due correi, non ancora rintracciati, sono attivamente ricercati”.

“i provvedimenti sono scaturiti da un’articolata attività d’indagine convenzionalmente denominata ‘Aleppo’, avviata sulla base di accertamenti compiuti dalla Tenenza dei Carabinieri di Fondi e proseguita, sotto la direzione della citata D.D.A. dal Nucleo Investigativo, che ha consentito di acclarare il controllo esercitato dalla famiglia d’alterio sull’indotto del M.o.f., ottenuto anche grazie a radicati collegamenti con i clan camorristici casertani.

In particolare, le investigazioni hanno consentito di accertare che il gruppo familiare capeggiato da Giuseppe d’Alterio alias “Peppe o’ marocchino”:

ha esercitato un potere intimidatorio di tipo mafioso al fine di monopolizzare i trasporti da e per il M.o.f., imponendo anche una propria “tassa” ai movimenti effettuati dalle altre ditte;

ha assunto il controllo della citata “La Suprema S.r.l.”, fittiziamente amministrata da prestanome ma di fatto gestita dai figli del citato D’Alterio, al fine di acquisirne i profitti eludendo le disposizioni in materia di misure di prevenzione patrimoniali;

ha minacciato un imprenditore della provincia di Viterbo per tornare in possesso di beni che il medesimo aveva acquistato a un’asta pubblica, dopo che erano stati sottratti agli stessi d’Alterio in esecuzione di una misura di prevenzione.

Per l’esecuzione dei provvedimenti sono stati impiegati 50 Carabinieri del Comando Provinciale di Latina, supportati da quelli della provincia di caserta e da un velivolo proveniente da Pratica di Mare.

Ecco i nome delle persone destinatarie delle ordinanze di custodia cautelare in carcere:

  1. D’Alterio Giuseppe (alias “peppe o marocchino”), 62enne originario di Minturno e residente a Fondi;
  2. D’alterio Luigi, 38enne originario di Formia e residente a Fondi;
  3. D’Alterio Armando, 35enne originario di Formia e residente a Fondi;

 

Le persone sottoposte agli arresti domiciliari:

  1. D’Alterio Melissa, 36enne originaria di Formia e residente a Fondi;
  2. D’Avia Anna, 46 enne di Fondi;
  3. Simoneschi Matteo, 31enne originario di Fondi e residente a Terracina.

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