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Operazione antiterrorismo tra Roma e Latina: la Polizia arresta 5 persone legate ad Anis Amri.

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Operazione antiterrorismo “Mosaico”, colpita la rete di Anis Amri: questa mattina all’alba è scattato un blitz da parte delle Digos di Roma e Latina, coordinato dal Servizio Contrasto all’Estremismo e Terrorismo Esterno. Cinque le ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse nei confronti di altrettante persone e numerose perquisizioni sono state eseguite nelle province di Latina, Roma, Caserta, Napoli, Matera e Viterbo. “Le indagini – fanno sapere dalla Polizia – sono scaturite dagli accertamenti svolti all’indomani dell’attacco portato il 19 dicembre 2016 al mercatino natalizio di Berlino dal terrorista tunisino Anis Amri, come noto ospitato da un suo connazionale ad Aprilia nel 2015 e le cui dichiarazioni hanno contribuito all’indagine.

I provvedimenti cautelari riguardano il 38enne sedicente cittadino palestinese Napulsi Abdel Salem, attualmente detenuto per stupefacenti (accusato di addestramento ed attività con finalità di terrorismo internazionale) e 4 cittadini tunisini accusati di associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina: si tratta del 32enne Akram Baazaoui, che nel 2015 era costantemente presente a Latina e che avrebbe dovuto procurare falsi documenti di identità ad Anis Amri; del 52enne Mohamed Baazaoui, del 29enne Dhiaddine Baazaoui e del 30enne Rabie Baazaoui. Tra i contatti dell’attentatore di Berlino vi era anche un tunisino di 37 anni residente a Latina, frequentatore del locale Centro di preghiera islamico e noto per le sue posizioni radicali.

“Quest’ultimo – spiega la Polizia – era legato da consolidati rapporti di amicizia con il sedicente cittadino palestinese Napulsi Abdel Salem, destinatario del provvedimento odierno per i fatti legati al terrorismo. I due, infatti, si erano spesso lasciati andare a considerazioni incentrate su visioni radicali dell’Islam, connotate da una marcata ostilità per gli occidentali ed i relativi costumi utilizzando, tra le altre, espressioni del tipo “tagliare la gola e i genitali” riferite agli “infedeli”.

I provvedimenti sono stati disposti dal GIP del Tribunale di Roma, il dottor Costantino De Robbio, nell’ambito di un’indagine coordinata dal Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Roma, il dottor Sergio Colaiocco.

Gli approfondimenti hanno permesso di ricostruire la rete relazionale del terrorista tunisino Anis Amri nel periodo della sua permanenza in Italia fino alla partenza per la Germania avvenuta il 2 luglio 2015. In tale quadro, sono stati nel tempo individuati e monitorati vari stranieri gravitanti nell’area pontina e nel territorio della Capitale, alcuni dei quali espulsi con provvedimenti del Ministro dell’Interno in quanto ritenuti una minaccia per la sicurezza dello Stato.

Un mirato servizio di Polizia Giudiziaria ha consentito di rinvenire nell’abitazione romana di Napulsi, oltre che un consistente quantitativo di eroina per il quale è attualmente in carcere, un tablet la cui analisi ha evidenziato la sua attività di auto-addestramento attraverso la visione compulsiva di video di propaganda riconducibili al terrorismo islamico ed altri riguardanti l’acquisto e l’uso di armi da fuoco, tra cui fucili e lanciarazzi.

Le indagini, come detto, hanno inoltre permesso di identificare un altro cittadino tunisino, Baazaoui Akram, che nel 2015 era costantemente presente a Latina e che avrebbe dovuto procurare falsi documenti di identità ad Anis Amri.

Gli approfondimenti eseguiti hanno permesso di individuare una vera e propria associazione per delinquere, operante tra le province di Caserta e Napoli, finalizzata alla falsificazione di documenti ed al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina di soggetti dalla Tunisia a vari Paesi dell’Europa, gestita dai quattro tunisini raggiunti dai provvedimenti odierni”.

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