Passa per Anzio l’operazione “Iuppiter” della Finanza di Orbetello: sequestrati 200 reperti archeologici.

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Pubblicato 21-10-2017 ore 12:59  Aggiornato: 28-10-2017 ore 12:53

Passa per il litorale romano l’operazione “Iuppiter” della Guardia di Finanza di Orbetello, in provincia di Grosseto, che ha portato al sequestro di oltre 200 reperti archeologici risalenti ad epoca romana di inestimabile valore. Perquisizioni sono state eseguite anche ad Anzio, da parte della Guardia di Finanza di Nettuno. Tra il Lazio, la Toscana e la Sicilia, 50 finanzieri hanno perquisito 22 unità immobiliari nella disponibilità di 11 collezionisti, ora indagati, e sequestrato gli oltre 200 reperti archeologici ritenuti di assoluto pregio e di ingentissimo valore economico; i reperti – ha accertato la Finanza – erano stati trafugati da una prestigiosa residenza romana.

“Nell’ambito di un’attività di controllo economico-finanziario del territorio espletata dalla Tenenza di Orbetello, è emersa la posizione di alcuni soggetti tra cui 1 con una posizione fiscale dichiarata incongrua rispetto alle effettive disponibilità economico-patrimoniali accumulate nel tempo ed impiegate anche in beni archeologici. Dopo alcuni sopralluoghi che hanno confermato l’esistenza di reperti archeologici in bella vista nel giardino di una villa, è scattata l’operazione denominata “IUPPITER” avviata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Grosseto.

Così, nel mese di ottobre, 50 finanzieri hanno perquisito 22 unità immobiliari nella disponibilità degli 11 collezionisti indagati, site in tre diverse regioni (Toscana – Sicilia – Lazio) sequestrando oltre 200 reperti archeologici di assoluto pregio ed ingentissimo valore economico, trafugati da una prestigiosa residenza romana. Sono indagati per illecita detenzione ed impossessamento di beni appartenenti allo Stato, ed in taluni casi anche per ricettazione.

I reperti archeologici di età imperiale, ascrivibili al VII Secolo A.C., non dichiarati alla competente Soprintendenza, sono stati sequestrati in virtù dei decreti di perquisizione e sequestro emessi dalla Procura della Repubblica di Roma, D.ssa Tiziana Cugini – Sost.Proc. e dalla Procura della Repubblica di Grosseto, D.ssa Maria Navarro – Sost.Proc., che hanno diretto l’intera operazione.

Alle operazioni ha partecipato anche il funzionario responsabile della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’Area Metropolitana di Roma, la Provincia di Viterbo e l’Etruria Meridionale, che ha accertato l’autenticità dei beni rinvenuti.

L’ingente valore economico dei reperti sottoposti a sequestro sarà tenuto presente anche ai fini fiscali dei soggetti indagati, che hanno nel tempo plausibilmente tesorizzato anche così i proventi delle loro attività”.

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