POMEZIA – Di nascosto dai mariti si prostituivano in centri massaggi a luci rosse.

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Pubblicato 16-05-2018 ore 09:07  Aggiornato: 25-05-2018 ore 08:50

Di nascosto dai mariti si prostituivano in centri massaggi a luci rosse. I Carabinieri della Compagnia di Pomezia hanno portato allo scoperto un vero e proprio giro di prostituzione ed eseguito, questa mattina, 5 arresti. In manette 4 uomini ed una donna, tutti italiani domiciliari a Pomezia: sono accusati di aver trasformato delle abitazioni, una in Pomezia in via dei Castelli Romani e l’altra a Roma in via Antonio Pacinotti, (prese in affitto e pubblicizzate come centri massaggi), in luoghi in cui giovani donne, sia italiane che dell’est Europa, anche sposate e all’insaputa dei mariti, svolgevano l’attività di prostituzione. L’indagine è partita dalla denuncia di una giovane che, dopo aver risposto ad un’offerta di lavoro online come “segretaria”, aveva scoperto – presentandosi al colloquio – che in realtà sarebbe stata assunta per eseguire prestazioni sessuali.

I centri massaggi a luci rosse erano gestiti da due uomini di Pomezia di 42 e 32 anni, tradotti ora nel carcere di Velletri; si facevano consegnare dalle giovani donne il 60% del loro guadagno ed organizzavano la loro attività. Gli altri tre arrestati invece, due uomini di 50 e 65 anni ed una donna di 41 anni, portavano nelle abitazioni quello di cui avevano bisogno le giovani prostitute e gestivano gli appuntamenti e la contabilità; per loro sono stati disposti i domiciliari.

“Questa mattina – si legge nella nota stampa – i militari hanno dato esecuzione all’’ordinanza di custodia cautelare,  emessa dal GIP del Tribunale di Velletri su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti delle 5 persone, ritenute responsabili dei reati di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione.

I clienti – spiegano i Carabinieri – potevano richiedere, oltre ai massaggi, che venissero eseguite dalle donne anche delle prestazioni sessuali”.

 

L’attività investigativa, condotta dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Pomezia, è scaturita dalla denuncia presentata da una giovane ragazza che, dopo aver risposto ad un’offerta di lavoro online come “segretaria”, recatasi all’appuntamento con i gestori dei centri massaggi, aveva scoperto che in realtà sarebbe stata assunta per eseguire delle prestazioni sessuali.

L’indagine ha permesso di dimostrare l’attività di sfruttamento della prostituzione per i gestori dei centri massaggi, due uomini di 42 e 32 anni entrambi residenti a Pomezia che sono stati tradotti presso il carcere di Velletri, gli stessi si facevano consegnare dalle giovani donne il 60% di quello che veniva da loro guadagnato ed organizzavano la loro attività. Gli altri tre arrestati invece, due uomini di 50 e 65 anni ed una donna di 41 anni, favorivano l’attività di prostituzione delle giovani, portando nelle abitazioni quello di cui avevano bisogno e gestendo gli appuntamenti e la contabilità, sono stati portati presso i loro domicili in regime di arresti domiciliari.

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