POMEZIA – Lavori di messa in sicurezza alla Eco X quasi completati, il Comune: “le analisi rilevano assenza di amianto”.

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Pubblicato 23-07-2019 ore 12:31  Aggiornato: 30-07-2019 ore 12:24

A Pomezia, ormai alla conclusione i lavori di messa in sicurezza del sito Eco-X, interessato il 5 maggio del 2017 da un violentissimo incendio. “E’ stato eseguito l’incapsulamento a tappeto dell’intera area dell’ex stabilimento e delle residuali strutture e coperture dei capannoni (con idoneo liquido di colore blu, ben visibile anche da lontano) – ha spiegato il Comune di Pomezia – per “bloccare” l’eventuale dispersione nell’ambiente di fibre libere di amianto. Tutte le operazioni – ha sottolineato l’Ente – sono state eseguite sotto lo stretto controllo della ASL Roma 6”. La buona notizia è che dalle analisi, i campionamenti delle fibre di amianto sono risultati al di sotto dei limiti di legge e assenti nei cumuli di rifiuti. I lavori proseguono ed il sito rimane sotto sequestro.

“Buona parte dei cumuli dei rifiuti – spiega nel dettaglio il Comune – sono stati ricoperti da un telo di polietilene atto a preservarne il dilavamento ad opera degli agenti atmosferici. Tutte le suddette operazioni sono state eseguite sotto lo stretto e scrupoloso controllo della ASL Roma 6 in merito al rispetto delle procedure per il monitoraggio, ambientale e sul personale addetto ai lavori, delle fibre di amianto.

La buona notizia è che i risultati dei campionamenti delle fibre di amianto, effettuati dalla ditta esecutrice sia in ambiente esterno che sugli operatori addetti alle lavorazioni, sono risultati al di sotto dei limiti di legge e assenti nei cumuli di rifiuti”.

“Un dato positivo – commenta il Sindaco Adriano Zuccalà – che ci rassicura sull’assenza di amianto all’interno del sito. Procediamo spediti per concludere la messa in sicurezza, primo passo fondamentale di un iter di bonifica per cui il Comune di Pomezia ha bisogno dell’aiuto di Regione e Ministero”.

I lavori proseguiranno con lo svuotamento delle vasche di accumulo delle acque reflue e con la successiva creazione di un sistema di stoccaggio delle acque piovane mediante idonei serbatoi fuori terra. Il sito rimane sotto sequestro.

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