Questo venerdì ad Aprilia il convegno “Costruzione e trasformazione delle città di fondazione”.

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Pubblicato 22-02-2014 ore 00:14

Nel corso dell’evento, verranno trattate le trasformazioni urbanistiche avvenute negli anni, con particolare attenzione al caso di Aprilia, una città distrutta dai bombardamenti e ricostruita nel dopoguerra con materiali

Si terrà venerdì 21 febbraio, dalle 17.00 alle 20.00, presso la Sala Manzù della Biblioteca Comunale di Aprilia, il convegno "Costruzione e trasformazione delle città di fondazione", organizzato dall’Assinarch, (Associazione degli ingegneri e degli architetti di Aprilia), incentrato sulla storia delle Città di Fondazione, Latina, Sabaudia, Pontinia, Aprilia, Pomezia e Guidonia. Nel corso dell’evento, verranno trattate le trasformazioni urbanistiche avvenute negli anni, con particolare attenzione al caso di Aprilia, una città distrutta dai bombardamenti e ricostruita nel dopoguerra con materiali poveri, distruggendo quell’immagine romantica del 20 ottobre 1937, al momento dell’inaugurazione. Non solo le cortine murarie e le cornici di travertino furono sostituite da banale intonaco, ma le torri, elemento simbolico della città, non furono mai riedificate.In pieno boom economico, tra anni ’60 e 70, la mania di rinnovare e modernizzare la città, portò alla demolizione di alcuni edifici pubblici. Il PRG del 1972, tuttora vigente, prevedeva anche la demolizione di edifici di Fondazione, dal cinema alle strutture private, per far posto a slarghi, piazze be strade. Il primo fu demolito per far posto a un edificio in alluminio, considerato più vivibile per un comune in espansione, il secondo per motivi ideologici, dal momento che la piazza sorse solo qualche anno dopo. L’obiettivo dell’Assinarch è soprattutto quello di portare al centro del dibattito il tema dell’evoluzione o involuzione architettonica di una città che si è sviluppata in maniera disorganica, cresciuta troppo in fretta sia dal punto di vista urbanistico che edilizio. L’idea della disorganicità è evidente anche nella parte pubblica, con un arredo urbano inesistente, lampioni di diverse fattezze a seconda dell’idea del progettista di turno e marciapiedi del centro storico del tutto dissimili tra loro. Una situazione risolvibile solo ridisegnando la città a partire dalle cose più semplici e solo in seguito ragionare su interventi sostanziali, come l’eventuale ricostruzione della casa del fascio e della torre comunale.Relatori dell’evento, presentato dall’architetto Anna Civita Pieretti, il professor Giorgio Muratore, titolare della cattedra di Storia dell’arte e architettura presso la facoltà di Architettura dell’Università La Sapienza di Roma e la dottoressa Daniela De Angelis, che parlerà soprattutto dell’intervento sul centro storico di Pomezia, opera negli anni ’30 dei tecnici Petrucci, Paolini, Silenzi e Tufaroli, progettisti anche della città di Aprilia.Tra gli invitati alla tavola rotonda del 21 febbraio, il Sindaco di Aprilia Antonio Terra, gli Assessori all’Urbanistica e ai Lavori Pubblici, Franco Gabriele e Mauro Fioratti Spallacci, gli esponenti dei gruppi politici, le Associazioni culturali Italia Nostra, il Coordinamento delle libere professioni, l’Associazione geometri, il Comitato per la città degli alberi, Arci la Freccia, Aprilia Giovani e Datti spazio.

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