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Rapì Rita Di Mario e le uccise il cane. Un viaggio da incubo da Nettuno a Campoverde. Condannato a 8 anni.

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Il Tribunale di Latina ha condannato a 8 anni, un anno in più di quanto richiesto dal Pubblico ministero,  il 36enne bulgaro che a settembre del 2021 aveva sequestrato Rita Di Mario, la 51enne presidente dell’associazione “L’Arca di Rita”, che da anni accudisce cani randagi a Nettuno. L’uomo aveva costretto la Di Mario a salire sul suo furgone. Per dimostrarle le sue intenzioni aveva  ucciso a botte il cagnolino della donna  sotto gli occhi di lei. Un incubo che da Nettuno era terminato a Campoverde, quando Rita Di Mario era riuscita a liberarsi lanciandosi dal furgone.

Ieri il giudice del tribunale di Latina, Giorgia Castriota, ha emesso la sentenza per i reati di sequestro di persona, lesioni aggravate, tentato omicidio, estorsione e uccisione di animale. Per quest’ultimo reato ENPA, LAV e LNDC Animal Protection, tutte assistite dall’avvocato. Michele Pezone, si erano costituite come parti civili.

Commentano così la vicenda le Associazioni animaliste che hanno preso parte al processo: “Un caso che lascia senza parole per la violenza inaudita che lo caratterizza e per cui siamo subito accorsi in aiuto di Rita, per sostenerla anche personalmente in questa tragedia, non solo a livello processuale”. Concludono: “Purtroppo questa storia rende perfettamente l’idea di come la violenza non conosca limite e quando qualcuno si mostra violento nei confronti degli animali, rischia di essere un pericolo per la società intera. Siamo tutti potenziali vittime di persone che non hanno rispetto della vita e della libertà altrui: animali e esseri umani in modo indistinto. La vita va tutelata sempre, senza se e senza ma, e le pene devono essere esemplari perché chi delinque non si trovi più nelle condizioni di poterlo fare di nuovo”.

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