Rinuncia della Giò Volley al campionato A2. Aprilia Possibile: “uno schiaffo all’intera Città”.

Archivio Politica  

Pubblicato 18-05-2019 ore 13:12  Aggiornato: 25-05-2019 ore 13:07

Sulla rinuncia della Giò Volley all’iscrizione al campionato di serie A2, dopo la promozione, – per mancanza di una struttura in grado di ospitare in sicurezza gli incontri – interviene anche il gruppo Aprilia Possibile. “Uno schiaffo violento contro l’intera Città. – dicono –  Da anni chiediamo che venga iniziata la costruzione del palazzetto dello sport. Lo sport non può essere solo un tema da campagna elettorale. – sottolinea Aprilia Possibile – Sarebbe ora, che qualcuno cominci a prendersi le responsabilità dei suoi fallimenti”.

“Nel 2017 facemmo persino un video con una ironica inaugurazione dello stesso, usando una tenda canadese. Un video che tanti ancora ricordano. Alle scorse elezioni, come sottolineato anche dal Presidente “Giò Volley” Malfatti, praticamente tutti i programmi elettorali prevedevano un “grande impegno per la realizzazione di quest’opera e di servizi per lo sport apriliano”. Chiacchiere. Chiacchiere pelose. La verità – sostiene Aprilia Possibile – è che, ancora una volta, l’impreparazione, la sciatteria, l’incompetenza della classe dirigente apriliana producono danni.

Com’è possibile che l’assessore Caporaso, con delega allo sport, non abbia promosso un dibattito pubblico su questo tema? Com’è possibile arrivare a ridosso dall’iscrizione al Campionato senza una soluzione? Com’è possibile che ci si presenti a festeggiare le vittorie dello sport apriliano, ma poi non si prendano sul serio le necessità di questo mondo? Un disastro.

Non possiamo che essere vicini al Presidente e a tutti gli iscritti di una società che ha dato lustro alla Città e che vive una situazione incredibile. Un’eccellenza abbandonata con promesse false.

Scriviamo questo nostro comunicato per esprimere l’orgoglio che, silenziosamente e senza proclami, abbiamo provato per le vittorie sportive della “Giò Volley” e che la politica di questa Città non merita. Lo sport non può essere solo un tema da campagna elettorale. Sarebbe ora, quantomeno, che qualcuno cominci a prendersi le responsabilità dei suoi fallimenti. In un Paese in cui le promesse della politica cambiano il mondo ma poi i fatti producono solo danni e inefficienze. Ancora una volta”.

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