Ristorazione, Di Cocco della Fipe: “nonostante i sacrifici i contagi non scendono. Si faccia un questionario ai positivi”.

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Pubblicato 14-01-2021 ore 12:11  Aggiornato: 21-01-2021 ore 11:56

Italo Di Cocco

Aumentano i contagi  Covid ed aumentano anche le difficoltà di alcuni settori, come quelli della ristorazione (pizzerie, bar, pub, ristoranti), nonostante i sacrifici ed i tanti adeguamenti normativi. “Le nuove restrizioni – secondo il presidente Fipe Confcommercio Lazio Sud, il ristoratore pontino Italo Di Cocco – porteranno a breve alla chiusura del 6%-7% dei locali in Italia. A questo, ovviamente, – dice – si dovranno aggiungere i numeri, già drammatici, legati alla disoccupazione che aumenterà in maniera esponenziale”. Il presidente Di Cocco lancia la proposta di adottare un questionario da somministrare alle persone risultate positive. “Uno strumento – sostiene – che andrebbe a supportare già quello messo in campo dalle Asl, del contact tracing, e che permetterebbe di capire quali luoghi siano stati frequentati nei giorni precedenti il contagio.

“E’ stato chiesto agli operatori della ristoratori di adeguare i locali alle nuove normative anti Covid, distanziamento dei tavoli con relativa diminuzione dei posti a sedere, barriere in plexiglas. Tutto questo ha comportato una spesa aggiuntiva di un minimo di 500 euro ad un massimo di 2mila euro, alla quale va aggiunto il mancato incasso legato alle cerimonie e alle feste.

Dopo due mesi di apertura c’è stata la decisione di chiudere nuovamente e nonostante tutto i numeri dei contagi non sembrano scendere. Il danno economico per il settore è inestimabile, siamo davanti ad una crisi che lascerà degli strascichi devastanti su tutto il territorio”.

E poi la proposta del presidente Di Cocco di adottare un questionario da somministrare alle persone risultate positive. Uno strumento che andrebbe a supportare già quello messo in campo dalle Asl, del contact tracing. “Si tratta di poche semplici domande – ha spiegato – come ad esempio: ha frequentato locali negli ultimi 20 giorni? Palestre? Supermercati? Mezzi pubblici? E’ stato all’estero? Che permetterebbe a chi di dovere di poter avere quadro migliore della situazione e di agire così in maniera mirata.

Gli esercenti vivono una situazione di grande difficoltà e ciò che fa più paura è che al momento non si sembra vedersi la luce in fondo al tunnel”.

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