Sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione, smantellata organizzazione tra Minturno e Cassino

Archivio Cronaca  

Pubblicato 22-03-2019 ore 18:10  Aggiornato: 29-03-2019 ore 18:05

La Guardia di Finanza di Latina ha smantellato un’organizzazione dedita allo sfruttamento e al favoreggiamento della prostituzione, anche attraverso la locazione in nero da parte di alcune ragazze di origine extracomunitarie. L’attività veniva svolta tra Minturno e Cassino. I finanzieri hanno disposto l’obbligo di dimora e l’obbligo di firma per una cittadina colombiana, quale dominus dell’organizzazione. La donna reclutava le prostitute, tratteneva il 50% dei loro guadagni e reperiva clienti.

I dettagli. Dall’articolata attività investigativa svolta, eseguita con sopralluoghi, pedinamenti e con l’utilizzo delle banche dati in uso al Corpo, emergeva, infatti, la figura della donna sudamericana che, coadiuvata da alcuni soggetti locali incaricati della ricerca di nuovi clienti, si occupava non solo della gestione di distinte case d’appuntamento, ma provvedeva anche alla ricerca delle ragazze da avviare alla “prostituzione”, il cui compenso a seguito delle prestazioni sessuali veniva poi trattenuto in misura superiore al 50%.

Le indagini permettevano di delineare tanto il reato di favoreggiamento quanto quello di sfruttamento della prostituzione. Il primo poiché l’organizzazione non solo metteva a disposizione delle ragazze immobili locati “in nero” per l’esercizio dell’attività illecita, ma si adoperava anche a facilitare ogni forma di contatto tra il cliente e la prostituta; il secondo, invece, perché gli indagati erano soliti esigere parte dei proventi conseguiti dallo sfruttamento delle ragazze.

Nel corso dell’attività, inoltre, emergevano in capo ad un soggetto di origine bresciana responsabilità penali per indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato, poiché avendo falsamente attestato all’I.N.P.S. l’attività svolta dalla indagata come collaboratrice familiare, aveva permesso alla stessa di percepire un’indennità di disoccupazione di circa 50.000 euro, nonché di soggiornare lecitamente sul territorio dello Stato. Alla luce di tutto ciò, il G.I.P. presso il Tribunale di Cassino emetteva l’ordinanza di applicazione della misura cautelare dell’obbligo di dimora congiuntamente all’obbligo di firma nei confronti della donna extracomunitaria; misura eseguita nei giorni scorsi dai militari del Gruppo di Formia dopo alcuni mesi di latitanza

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