“Soccorritori senza dignità, siamo vigili del fuoco”

Cronaca  

Pubblicato 12-09-2019 ore 17:26  Aggiornato: 14-09-2019 ore 10:37

Come ogni anno i Vigili del fuoco di Latina, oltre a svolgere numerosi interventi nel quotidiano, si rendono disponibili durante il periodo estivo per fronteggiare incendi atti a distruggere la morfologia del nostro territorio. Questo servizio denominato “Antincendio boschivo” (AIB) viene finanziato dalla Regione Lazio. La F.N.S. CISL di Latina denuncia il forte disagio con il quale i Vigili del Fuoco hanno effettuato tale servizio, partendo dai mezzi di intervento, pochi – anzi pochissimi – per far fronte a eventi del genere, e spesso mal funzionanti.

Da notizie apprese prima dell’inizio della campagna boschiva, si attendevano nuovi mezzi, che molto probabilmente saranno consegnati dopo che migliaia e migliaia di ettari di vegetazione sono andati in fumo. Inoltre, e non per minore importanza, bisogna evidenziare e far presente che durante questo periodo un vigile del fuoco necessita di almeno tre cambi di indumenti giornalieri, «E’ vergognoso – dichiara Salvatore Polverino, Segretario Generale della F.N.S. CISL Latina – che non venga integrato il vestiario da oltre due anni, mi auguro che questo problema venga risolto al più presto con delle iniziative volte a migliorare un sistema abbastanza anomalo. Non riusciamo infatti a spiegarci perché tutto il vestiario fornito dal Ministero venga distribuito nei capoluoghi regionali, anziché ripartirlo per ogni sede, evitandoci di elemosinare materiali presso le centrali individuate come punto di smistamento».

L’acqua per fortuna non manca, ma solo quella per spegnere gli incendi. «E quella da bere? Quella che dovrebbe essere distribuita ad ogni Vigile del Fuoco in base alle tabelle ministeriali, che fine ha fatto? Di fronte ad un incendio – prosegue Polverino – con indosso casco e divisa, si percepisce una temperatura di oltre 50 gradi, il che comporta una notevole disidratazione. Anziché 2,5 litri di acqua cadauno giornalieri, ce ne hanno forniti mezzo litro a testa. Addirittura, dopo aver svolto il servizio di antincendio boschivo, con spirito di sacrificio, ci siamo sentiti dire dal primo cittadino di Ventotene, che per noi non c’era la possibilità di un presidio. Il Comando provinciale di Latina estende tale servizio anche alle isole di Ponza e Ventotene, ma quest’ultimo Comune, con un semplice comunicato, ci ha avvisati che i locali a disposizione erano stati già impegnati per iniziative culturali. Per noi rappresenta una sconfitta perché la tutela di Ventotene è stata affidata inverosimilmente e per assurdo alla sede Centrale di Latina: si immagini, in caso di un inaugurato scenario grave, come avremmo potuto raggiungere l’isola e in che tempi».

Riguardo Ponza, fortunatamente è stato concesso una sorta di presidio, ma – lamenta ancora Polverino – in precarie condizioni igienico-sanitarie. Conclude Polverino:” Spero che questo comunicato possa servire a far capire ai cittadini le difficoltà con le quali siamo costretti a convivere, e che spesso rendono il nostro servizio inadeguato. mentre il nostro lavoro è fondamentalmente istituito per aiutare i cittadini e lo abbiamo  scelto per questo e ne siamo fieri ed orgogliosi.

 

 

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