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“Sull’Aprilia Multiservizi solo bugie”

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“Sulla questione Multiservizi e sulla sua paventata messa in liquidazione, riteniamo doveroso far conoscere ai cittadini alcune verità che l’Amministrazione e la politica “dentro il Palazzo”, si è ben guardata dal far uscire fuori. Per la chiusura di Asam e l’eventuale apertura di una nuova Azienda Speciale (come trapela dai piani della maggioranza) ci vogliono dai 15 ai 18 milioni di euro, mentre per il pagamento dei soli debiti dell’attuale Azienda (tutti nei confronti dell’Inps e quindi dello Stato e non verso aziende private) ne basterebbero circa la metà”. Così inizia l’intervento del responsabile Economia di Noi Con Salvini, Fabrizio Di Carlo.

“Perché quindi non limitarsi a pagare solo i debiti e mettere in sicurezza l’Asam, facendo gli opportuni interventi anche di punizione verso eventuali responsabilità gestionali? Semplice, perché la Multiservizi adotta un contratto quasi identico a quello del Comune (mancante però da 14 anni della contrattazione di secondo livello), che non permette, per i vincoli del Patto di Stabilità, alcuna ulteriore assunzione di personale. E siccome le elezioni comunali si avvicinano, certi amministratori cercano modi diversi per riguadagnare il consenso perduto con anni di malgoverno. Quindi se tale manovra andrà in porto, i cittadini di Aprilia si appresteranno a pagare, con le loro tasse, il doppio del dovuto per salvare un’azienda, per poi chiuderla ed aprirne un’altra solo per ragioni di lottizzazione politica. L’Asam, nonostante sia abbondantemente migliorabile sotto tutti i punti di vista, fornisce servizi basilari per i cittadini a costi bassissimi rispetto ad esempio a quanto in altri comuni viene speso per analoghi servizi. Prendiamo il caso della manutenzione stradale e il verde pubblico (non a caso due settori che si vuole dare ai privati) dove l’Asam fa spendere al Comune di Aprilia circa la metà di quanto spendono, con analoghi risultati, gli altri comuni del circondario; tra i quali spicca Pomezia, che di recente sembra avere la palma del miglior rapporto prezzo/qualità. Come mai allora questa decisione? E come mai si sono negli anni alimentate campagne di disinformazione volta a demonizzare tale azienda quando essa invece, nonostante la politica, raggiungeva risultati notevoli? Infine, sembra che la famigerata relazione del MEF sia stata letta e utilizzata in modo artificioso, solo per le parti che erano confacenti al disegno distruttivo della maggioranza Terra. Infatti, non vi è traccia in tale documento di alcun invito alla liquidazione o sostituzione dell’Asam, ma una serie di criticità da affrontare per garantire alla popolazione un livello di servizi compatibile con le esigenze di bilancio. Qualcuno vuole farci credere il contrario, cioè che la liquidazione sia un passo necessario ed economicamente vantaggioso, ma altro non è che una scelta politica volta a fare affari con i servizi pubblici”.

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