Tabaccai in protesta, da Nord a Sud la questione delle slot tocca nervi scoperti

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Pubblicato 08-03-2018 ore 17:34

Risale a pochi giorni fa la protesta pubblica dei tabaccai contro la legge che blocca le slot machine.

«Il proibizionismo non è mai la soluzione. Smantellare il gioco pubblico legale sarà un regalo alla criminalità, riporterà le persone nelle bische e rischia di dare il colpo di grazia al nostro settore già in crisi. In Piemonte si sta consumando un delitto alla libertà d’impresa». Sono state queste le parole del presidente della Federazione Italiana Tabaccai (Fit), Giovanni Risso, che con questa dichiarazione ha mosso una forte critica rispetto ai nuovi provvedimenti in materia di gioco. Una protesta che parte dal Piemonte ma che trova assonanze in tutta Italia.

Intanto ad Acilia, quasi nelle stesse ore, venivano confiscati beni per un valore di 23 milioni di euro per traffici illeciti legati alle slot machine: operazione “Game over” così è stata chiamata dai Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma.

Sempre nel Lazio ma ad Ostia, di nuovo nello stesso lasso di tempo, altre due sale slot sono state prese di mira per via di un’inchiesta che punterebbe a smantellare l’ennesima associazione di tipo mafioso.

La temperatura è alta nel mondo delle slot e degli apparecchi fisici: da un lato i tabaccai e tutti quegli esercenti che, muovendosi nella sfera del legale, si sentono penalizzati dalle nuove normative ormai in vigore dal primo dicembre scorso. Mentre, dall’altro lato, sembrano non terminare le operazione di smantellamento di attività illecite che usano come copertura proprio le sale gioco.

In questo scenario dai toni caldi, un aspetto però da non sottovalutare e sono i numeri:

– 2,77 miliardi è l’ammontare delle giocate nel solo comune di Roma con 17.317 sparsi per tutto il territorio cittadino

– 14,4 milioni è invece la cifra stanziata dalla regione nel piano biennale volto a combattere il gioco d’azzardo patologico

Sono davvero grandi le cifre che girano attorno a questo settore, non solo quelle spese in giocate o il numero di macchinette, ma anche gli euro stanziati per contrastarne le patologie.

Nessuno o in pochi parlano invece del gaming, ovvero dei casino online. Argomento che sotto sotto probabilmente preoccupa prima di tutto gli esercenti dato che si sta verificando un vero e proprio esodo (anche per i motivi che abbiamo visto) dal gioco con le macchinette fisiche a quello on line.

Motivi? Poter giocare ovunque e quando si vuole. Poter verificare all’istante se il portale scelto è in regola, basta vedere se sulla home compare il ‘bollino’ AAMS. Avere a disposizione subito diverse tipologie di gioco, anche in streaming: ecco i motivi che stanno muovendo grandi masse di giocatori dalle sale fisiche alla rete. E forse questa è pure, tra le altre, una delle ragioni dietro il malcontento degli esercenti.

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