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Tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso e spaccio: a Latina la DDA fa scattare all’alba 8 ordinanza di custodia cautelare.

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Tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso e spaccio: a Latina sono scattate all’alba 8 ordinanze di custodia cautelare, eseguite dai Carabinieri del Comando Provinciale su disposizione della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma. In campo sono scesi anche gli agenti della Squadra Mobile della Questura di Latina ed il Nucleo Cinofili di Santa Maria di Galeria, con il monitoraggio dall’alto dagli elicotteri dell’Arma di Pratica di Mare. “L’operazione – hanno spiegato gli inquirenti – costituisce l’approfondimento, sviluppatosi dal gennaio al luglio 2021, di un filone collegato al procedimento legato allo spaccio di droga nel quartiere Nuova Latina, nei cosiddetti “palazzoni” di Via Pier Luigi Nervi, che vedeva protagonisti i fratelli Angelo e Salvatore Travali.

Le indagini hanno consentito anche di ricostruire una vicenda di tentata estorsione in danno di un distributore di benzina di via Epitaffio, a Latina, per cui oggi è finita in manette Maria Grazia Di Silvio.

La Squadra Mobile di Latina, contestualmente, nelle scorse ore ha dato esecuzione alla misura  di custodia cautelare nei confronti di Angelo Travali, ritenuto gravemente indiziato, in qualità di mandante, della gambizzazione di Marco Urbani, vicenda accaduta a Latina il 20 agosto del 2014. Alla riapertura delle indagini, sono stati raccolti degli elementi che hanno condotto alla contestazione odierna.

“Anche in relazione a tale fatto – spiegano gli inquirenti – il Giudice per le Indagini Preliminari ha riconosciuto, in termini di gravità indiziaria, la configurabilità dell’aggravante prevista dall’art.416 bis.1 c.p. quale adozione del metodo mafioso nei termini sopra ricordati per l’episodio estorsivo”.

Le 8 persone arrestate oggi – su ordine del Gip del Tribunale di Roma – sono accusate, a vario titolo, di reati in materia di stupefacenti, di lesioni personali e di estorsione tentata aggravata dal metodo mafioso.

“L’attività di indagine – si legge nella nota – si è articolata in servizi di osservazione, attività di indagine classica affiancata da attività tecnica di intercettazione e da mirati riscontri. Gli episodi di cessione di sostanze stupefacenti ricostruiti nel corso delle indagini, per i quali il GIP ha ravvisato la sussistenza di gravi indizi, si collocano nel contesto caratterizzato da un’ampia zona verde con molti percorsi pedonali e due strade di accesso, in cui risulta ubicato un immobile oggetto di occupazione abusiva, risultato, in termini di gravità indiziaria, nella disponibilità dei soggetti oggetto di accertamento, situato all’undicesimo piano, sopraelevato e con ampia visuale dell’esterno, atto a consentire un facile controllo del luogo ed un’agevole individuazione degli estranei nell’area, comprese le forze dell’ordine.

Le indagini, come detto – si legge ancora – hanno altresì consentito la ricostruzione, in termini di gravità indiziaria, di una vicenda di tentata estorsione in danno del distributore di benzina di via Epitaffio in Latina configurando altresì l’aggravante del metodo mafioso, così delineata nella contestazione provvisoria, nell’ordinanza applicativa della misura cautelare oggi eseguita, nei confronti di Maria Grazia Di Silvio: ‘con l’aggravante di avere commesso il fatto avvalendosi delle condizioni previste dall’art.416 bis c.p. e in particolare della forza di intimidazione conseguente all’appartenenza alla famiglia Di Silvio-Travali, i cui principali componenti (..) sono stati riconosciuti appartenenti con ruoli di vertice all’omonima associazione a delinquere (..) e arrestati per reati aggravati dal metodo mafioso (…) e dalla condizione di assoggettamento ed omertà derivanti dalla riserva di violenza costituente principale patrimonio dell’associazione, in ragione dello spessore criminale degli appartenenti alla stessa, riconosciuto sul territorio di Latina in relazione ai procedimenti penali che li hanno visti coinvolti per gravi delitti contro la persona’.

Il procedimento versa tuttora nella fase delle indagini preliminari, con la conseguenza che per tutti gli indagati vige il principio di presunzione di innocenza”.

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